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martedì, Dicembre 7, 2021
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    Vescovi e giovani, un incontro che porta frutto

    Sabato 6 novembre in Duomo a Milano 200 giovani hanno accolto l’invito dei vescovi lombardi di dialogare con loro: è l’inizio di un cammino condiviso fatto di ascolto e dialogo. L’evento centrale sono stati i 14 tavoli attorno ai quali si sono raccolti i giovani e i vescovi per dialogare su 5 “sentieri” importanti: Vocazione e lavoro, ecologia, intercultura, affetti, vita e dono di sé e i riti. Abbiamo raccolto le impressioni dei dieci giovani che hanno rappresentato la nostra diocesi a questo importante ed emozionante evento.

    VOCAZIONE
    E LAVORO

    Che grande dono abbiamo ricevuto dai nostri vescovi e dai nostri preti. Tornerò spesso con la memoria a quella commozione che ho provato ammirando il Duomo, così accogliente e pure così trascendente, mentre pregavamo tutti insieme prima dell’inizio dei lavori. Era essenziale, prima di sederci a discutere, meditare sul Dio che continua a operare e come in antico a edificare la sua Chiesa. Questo in certo senso è emerso anche dalla discussione del mio tavolo, “vocazione e lavoro 2”, dove abbiamo discusso temi come l’importanza dell’educazione in aggiunta all’istruzione, il ruolo della testimonianza e dell’accompagnamento del giovane alla scoperta della sua vocazione, la necessità di iniziative di vita comune, e molti altri. Torniamo a casa con il compito di far emergere e proteggere i frutti di questo dialogo sinodale.

    Pietro Colombo, Mede

    Al mio tavolo “vocazione e lavoro” sono stati trattati temi molteplici rispetto all’argomento iniziale ed è nata subito un’unità di intenti tra noi partecipanti che, abbracciando appieno il sentimento sinodale della giornata, ha portato ad un confronto sereno e schietto sul ruolo che la Chiesa dovrà ricoprire in un futuro sempre più tortuoso ma non meno stimolante al fine di trasmettere e vivere il senso della Parola di Dio in ogni contesto lavorativo. In estrema sintesi è emerso dal tavolo di lavoro che i giovani adulti non sono cupi rispetto al futuro ma che desiderano l’aiuto dei Sacerdoti e del mondo della Chiesa continuando in una formazione che mai finisce, al fine di comprendere (e far comprendere ai più giovani) la bellezza del cercare e trovare la propria vocazione e quindi di sentirsi preziosi agli occhi delle persone che li circondano, siano essi i datori di lavoro o i compagni di vita. Questa è stata un’esperienza da ricordare, per fare frutto e portare nelle nostre realtà la gioia dell’incontro con altri ragazzi che come noi vivono appieno il senso di comunità cristiana, guardando l’altro come prezioso ai propri occhi.

    Marco Trivi, Mortara


    ECOLOGIA

    L’ecologia è stata una delle 5 tappe percorse in una speciale occasione di dialogo e ascolto: lungo questo sentiero ci si è incamminati equipaggiati con uno sguardo orientato verso il nostro futuro e con il desiderio di dare forma ai pensieri condivisi e le affiatate aspettative dei tanti ragazzi che hanno partecipato.
    Ricordate, però, che tocca a tutti: ognuno di noi è una piccola tessera di un puzzle che si può completare e realizzare solo se siamo uniti e ci incastriamo, sia quando tutto è in discesa, ma anche quando tutto è in salita.

    Maria Violante, Vigevano

    Il tema ecologico è sicuramente di stretta attualità a livello mondiale e in particolare i giovani lo sentono molto loro, in quanto hanno preso piena consapevolezza del problema e comprendono che il tempo del pianificare è terminato e deve lasciare il posto a quello dell’agire. In tutto questo ritengo che la Chiesa possa avere un ruolo fondamentale, in quanto la sua presenza capillare sul territorio, può raggiungere un popolo eterogeneo composto da più e meno giovani. Nell’ incontro di sabato molti giovani hanno avuto la possibilità di dire la loro riguardo il tema e proporre delle nuove sfide alla Chiesa tra cui quella di formare commissioni vicariali deputate alla sensibilizzazione dei fedeli e non alla tematica ambientale e la possibilità di partecipare a seminari e catechesi che riguardano lo stretto legame tra l’ecologia e la tutela del creato, visto come casa comune, e le Sacre Scritture.

    Pietro Garlaschini, Zerbolò

    AFFETTI, VITA
    E DONO DI SÈ

    I giovani, seduti al tavolo degli affetti, vita e dono di sé, hanno riscontrato che gli affetti hanno un ruolo importantissimo nella vita di ciascuno di noi, infatti nella fascia d’età più giovane essi sono rappresentati dalla famiglia e dagli amici, successivamente gli affetti vengono identificati nella persona con la quale si vuole trascorrere il futuro. Al nostro tavolo abbiamo condiviso molti punti, come ad esempio la richiesta di eliminare tutti quei tabù che riguardano la sessualità, così da poterne parlare più apertamente e far sì che i giovani non vivano più la dottrina della Chiesa come un divieto limitante, ma come una bellissima scelta di vita da cogliere al volo.

    Desirée Isidoro e Davide De Palma, Vigevano

    INTERCULTURA

    Il sentiero di intercultura ha permesso ai componenti del tavolo di entrare in contatto con diverse tematiche sociali e culturali che contraddistinguono il mondo intero. Il dibattito è stato arricchito con esperienze personali, le quali sono state oggetto di lunga e intensa discussione che ci ha reso consapevoli delle problematiche comuni all’interno delle realtà diocesane. Multiculturalità, razzismo, disuguaglianza, sono alcune delle tematiche emerse dal confronto. Tuttavia, i giovani possono essere la chiave di volta facendosi testimoni dell’unico e vero cambiamento.

    Federico Bubba e Alessia Beccari, Vigevano

    RITI

    Ai tavoli dei riti abbiamo visto cosa significa la parola “rito” per noi giovani, oltre ai riti liturgici: il rito è anche, ad esempio, un compleanno, una laurea, un matrimonio. È emersa la necessità di pensare a delle soluzioni per rinnovare i riti liturgici ed essere così più interessati a partecipare, magari coinvolgendo attivamente i giovani nella celebrazione. Infine i giovani hanno espresso il desiderio che l’omelia sia più incentrata per la spiegazione dei riti, in quanto ci sentiamo più partecipi del rito se meglio lo comprendiamo.

    Marta Marchini e Andrea Carpani, Sannazzaro.

    (a cura di don Paolo Butta)

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