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    Vivalto, dove sono i “treni fantasma”?

    I treni più nuovi in servizio sulla Milano-Mortara si sono già trasformati in “fantasmi”. Con la riapertura delle attività lavorative, lo scorso 4 maggio i pendolari hanno ricominciato prima timidamente, poi in maniera sempre più consistente, ad affollare le banchine della linea ferroviaria che dalla Lomellina conduce al capoluogo. Prese le misure (a ragion veduta) con le nuove norme di sicurezza e distanziamento, superata (più o meno) la querelle sul divieto di biciclette sui vagoni, i viaggiatori della Milano-Mortara hanno ricominciato pian piano a riprendere confidenza con la solita routine fatta di attese, annunci e (tanti) ritardi. Eppure, nel consueto tran tran sui binari, qualcosa di particolarmente voluminoso era scomparso misteriosamente, come se anch’esso, al pari di assembramenti e volti scoperti, fosse stato bandito a causa dell’epidemia. Tre treni, i più nuovi di tutti, letteralmente volatilizzatisi: i Vivalto nuovi, insomma, dove erano finiti?

    A porsi questa domanda è l’associazione pendolari Mi.Mo.Al, che a ormai oltre due mesi dalla fine del lockdown si chiede che fine abbiano fatto i nuovi treni a lungo attesi sulla Milano-Mortara e ora, dopo poco meno di un anno di effettivo servizio, evidentemente già destinati ad altri lidi. «Li aveva promessi l’assessore Sorte nel 2017 – spiegano dall’associazione – tre treni Vivalto, anno di costruzione 2005/2008, sulla linea Milano-Mortara-Alessandria utilizzata da 20mila passeggeri nei giorni feriali. Sono arrivati il primo aprile 2019 e sono scomparsi a marzo 2020». Il mistero della loro scomparsa ha poco a che vedere con il paranormale, ma con una ben più banale (e, in questo caso, beffarda) questione di gestione del materiale rotabile da parte di Trenord. Il motivo sarebbe da ricercarsi nei lavori in corso sulla linea Rfi, che interrompono la Cintura Sud e impedirebbero ai Vivalto di raggiungere il deposito di Milano Fiorenza, dove viene effettuato lo svuotamento reflui (quello delle acque delle toilette, per intenderci). Se i lavori procederanno con regolarità, i nuovi treni potranno tornare a circolare sulla linea non prima di metà settembre. Una circostanza che, comunque, non fa piacere ai pendolari della zona: «Un Vivalto è ricomparso sulla linea Cremona-Treviglio-Milano, che nei giorni feriali viene utilizzata da 6.500 passeggeri – sostengono infatti da Mi.Mo.Al. – gli altri due sono di scorta fermi a Milano».

    Insomma, i mezzi che, per ragioni di servizio ma soprattutto di sicurezza, sarebbero fondamentali sulla linea nostrana, al momento sono il “surplus” per qualcun altro.

    «I Vivalto hanno, oltre la giovane età, 684 posti a sedere e garantiscono maggior distanziamento sociale – spiegano infatti i pendolari dell’associazione – Sulla linea Milano-Mortara-Alessandria viaggiano 8 treni. Dal 14 giugno abbiamo treni a doppio piano o a piano ribassato: insomma, materiale rotabile vecchio di 40 anni. Il disagio dei viaggiatori è tangibile: sovraffollamento, cicloamatori lasciati sulle banchine, ritardi e soppressioni».

    Come quelle di venerdì scorso, quando i controllori hanno dovuto inibire l’accesso al treno delle 17.52 da Porta Genova, preso d’assalto dai viaggiatori rimasti a piedi dopo la mancata partenza di quelli delle 17.08 e 17.42.

    Alessio Facciolo

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