Anziani / Le testimonianze: «Ci vorrebbe più vicinanza tra cittadini e governanti»

Ricordare il passato, ripercorrere i momenti più importanti e significativi della propria vita e cercare di guardare il presente sotto una luce diversa. Essere anziani da un punto di vista anagrafico, ma cercare di mantenere impegnate le proprie giornate svolgendo varie attività.

«Mi piace un sacco leggere – racconta Delfina Germano, da anni in pensione dopo aver insegnato Italiano alla scuola primaria – perché voglio continuare ad approfondire tutto quello che ho avuto modo di studiare e insegnare. Sono una persona alla quale non dispiace nemmeno concedersi delle camminate durante il corso della giornata. Svolgo le commissioni, vado a fare la spesa, quando è necessario bado anche alla cagnolina di mia figlia. Sono a Vigevano da un sacco di anni e devo dire e constatare che molti aspetti sono e stanno continuando a cambiare». In che modo la città ducale si è trasformata e come può essere percepita da una persona che ha avuto occasione di ripercorrerne le tappe più significative?

TESTIMONIANZE «Purtroppo sto notando che manca la sicurezza – prosegue Germano – non mi sento molto sicura quando esco a piedi, sebbene sia una cosa che mi piace fare. Vorrei anche che venisse dato più spazio alla cultura, che venissero proposti più incontri formativi con figure della letteratura e non solo. A Sanremo, dove spesso vado a trascorrere le vacanze con la mia famiglia, ricordo di come anni fa venissero invitati anche premi Nobel. Da amante della cultura, vorrei che ciò si potesse ripetere anche in quella che è diventata a tutti gli effetti la mia città. In via del Popolo tanti negozi sono chiusi, via Manara Negrone dal punto di vista del degrado è messa davvero male. Quanto vorrei che tutto questo cambiasse».

PRENDERSI CURA Una visione di Vigevano condivisa anche da Mario e Mariuccia, una coppia che sostiene come «la vita nel centro cittadino sia andata verso un peggioramento. Abbiamo vissuto in pieno gli anni del boom economico, ricordiamo di quando Vigevano era ancora considerata la città della scarpa e della calzatura. Si viveva davvero bene: siamo affezionati a questa città e vorremmo che ci fossero più cura e più vicinanza tra i cittadini e chi governa». Anche perché se i costi sono aumentati i servizi non hanno tenuto il passo. «Il costo della differenziata è aumentato – precisa Mario – paghiamo troppo. Le strade non sono pulite, i marciapiedi sono scomodi. E’ vero che stiamo più in casa, abitiamo in un appartamento, ma ci siamo affezionati a Vigevano. La sentiamo nostra, ragion per cui vogliamo solo il bene per la nostra città. Ho imparato che per costruire qualcosa si parte sempre dal piccolo». Lui lo ha fatto dedicandosi al volontariato presso Aias. «Aiutavo i ragazzi che ne avevano bisogno a farsi la doccia. Andavo spesso anche a Lourdes in viaggio».

Edoardo Varese

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