A Vigevano e in Lomellina arriva lo psicologo di famiglia

«La salute mentale ha bisogno dei medici di famiglia». Un percorso che può essere messo in campo grazie al progetto “Psicologo di famiglia”, che sarà attivo a Vigevano e in Lomellina ed è stato presentato lo scorso sabato 17 febbraio al ridotto del teatro Cagnoni.

L’INIZIATIVA Questo nuovo servizio, organizzato dall’Associazione medici di famiglia Vigevano e Lomellina in collaborazione con Fondazione Mondino, vede una cooperazione attiva tra il medico di famiglia e lo psicologo. Dopo un primo periodo di rilevazione dei bisogni del paziente, il medico di medicina generale interagirà con uno psicologo affinché si possa affrontare con un lavoro coordinato, al fine di intercettare alcuni aspetti psichici delle malattie in una fase iniziale. «L’azione di setaccio presso gli studi dei medici di medicina generale è di fondamentale importanza per prevenire – spiega il medico Luca Bellazzi nel corso del convegno – Nessun specialista può conoscere il paziente meglio del medico di famiglia ed è per questo che faremo un lavoro di équipe tra i venti medici aderenti e un gruppo di psicologi. Un lavoro che verrà fatto direttamente negli studi dei medici di medicina generale e, molto più avanti, nella Casa della comunità».

QUESTIONARIO Ascoltare per comprendere i bisogni dei pazienti, attraverso tre fasi specifiche. «Si partirà da un’indagine epidemiologica – racconta Antonella Auletta, psicologa e psicoterapeuta – in cui verrà somministrato un questionario. Attraverso questo strumento sarà possibile avere un’immagine del benessere psicologico percepito dalla popolazione». Si tratta di sette sezioni per capire se il soggetto ha bisogno di un supporto psicologico o se necessita solo di risposte immediate a dei dubbi.

La seconda fase – continua Auletta – è quella dei colloqui clinici, tre per ogni persona, in cui si cerca di dare delle risposte iniziali e, qualora necessario, si indirizza il paziente a un servizio di secondo livello. Mentre la terza fase riguarda la raccolta e la presentazione dei dati.

PREVENIRE In Italia una persona su cinque ha avuto disturbi mentali e sempre più soggetti sviluppano problemi di ansia, legati a disturbi somatici e lavorativi, ma chi accede ai servizi sono sempre troppo pochi. «Con la pandemia i dati sono peggiorati sensibilmente – racconta Nicola Allegri, psicologo e psicoterapeuta – durante il Covid il 40% dei pazienti ammette di aver avuto un disagio, in particolare le fasce economiche deboli e chi già aveva precedenti problemi di salute. Per questa ragione è necessario sensibilizzare, ma soprattutto prevenire il prima possibile».

Rossana Zorzato

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