Forza Italia, prove di pace

Sarà pace in Forza Italia a Vigevano o continuerà la guerra? L’ultimatum di Galiani, subito dopo il congresso trionfale di Pavia, che lo ha incoronato segretario provinciale, è scaduto. Una settimana per riflettere aveva detto ai “disubbidienti” e poi basta. E adesso cosa succede? Nessuna cacciata, come aveva paventato il predecessore Bobbio Pallavicini. Almeno per il momento. Oltretutto non sarebbe neppure tanto facile: l’iter è farraginoso, coinvolge i probiviri del partito a diversi livelli. E poi ci sono le elezioni.

MEDIARE Nel frattempo Galiani ha nominato come commissario a Vigevano il giovane avvocato Marco De Marziani che in quanto a capacità di mediazione non è secondo a nessuno. Tra le altre nomine che interessano il nostro territorio, c’è un altro giovane: Riccardo Invernizzi, figlio d’arte (il papà è il consigliere regionale Ruggero), già coordinatore dei giovani di Forza Italia, e ora vice segretario provinciale per la Lomellina. Ma questa è un’altra partita. Per Galiani, tornando a Vigevano,

è arrivata per il momento una risposta debole da Rubino, ma questo nodo che va avanti dall’11 settembre dello scorso anno va sciolto.

Ovviamente è anche quello che pensa De Marziani. «La mia intenzione – dice – è lavorare nell’interesse del partito. Non ho nessun pregiudizio nei confronti delle persone, reputo legittime le diverse posizioni, naturali in democrazia. Non c’è nulla di male in questo. La volontà è essere inclusivi e lavorerò per creare le condizioni di un confronto. Cerchiamo solo unità e vogliamo che il partito abbia una voce sola. Voglio però aggiungere che, come in giurisprudenza, le sentenze si possono discutere, ma vanno rispettate». Insomma, il messaggio, è chiaro: confrontiamoci, ma il congresso ha deciso, facendo vincere una fazione piuttosto che un’altra. Resta il fatto che sono passati ormai più di cinque mesi e lo stallo continua. Si percepisce però, dietro le parole del commissario De Marziani, la volontà, come sottolinea lo stesso Galiani, di “sciogliere il nodo”.

GLI ORTODOSSI Le posizioni di quella parte di Forza Italia che fa capo a Rubino ed è stata eletta nel nome di Berlusconi in consiglio comunale, rimane comunque sempre la stessa. «Ribadiamo semplicemente quello che stiamo dicendo ormai da diversi mesi – precisa Rubino – Nel confronto abbiamo sempre espresso come siano prima fondamentali coerenza e condivisione, soprattutto con chi è presente ed è stato eletto in Forza Italia, cosa che non abbiamo visto nelle scelte degli ultimi mesi. Ci stanno molto più a cuore i temi per il nostro territorio: dal nuovo ospedale con un complessivo riordino dell’offerta sanitaria, alle infrastrutture di collegamento, alla sicurezza. Tutti punti che stiamo condividendo con tutte le forze politiche di maggioranza». A questo punto non resta che aspettare. Se sono rose fioriranno, ma sarà un’impresa evitare le spine del gambo.

Massimo Sala

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