Ultima puntata dedicata a L’Araldo ai temi in vista delle elezioni europee. Questa volta, sempre prendendo spunto dalle “Riflessioni” della diocesi di Bergamo, al centro povertà e salario minimo, transizione ecologica, politiche abitative.

Povertà e salario minimo – In Ue l’1% della popolazione più ricca detiene il 40% della ricchezza (Credit Suisse), è favorevole all’introduzione di un salario minimo europeo, a politiche fiscali redistributive e a maggiore spesa sociale come proposto dalle “Riflessioni”?

Ambiente – Ritiene irrinunciabile l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, anche attraverso lo stop alle energie fossili?

Abitare – Quali soluzioni concrete propone per sostenere i giovani nell’acquisto o nell’affitto di una casa e in che modo si può evitare lo spopolamento di aree interne come la Lomellina?

A cura di Ab, Ec, Gds, Af, Ms, Ev

1Ciocca: «Sono contrario al salario minimo»

Angelo Ciocca

«La Lega – dice Ciocca – è contraria all’introduzione di un salario minimo fissato per legge. Più  flessibilità e contrattazione collettiva per determinare i minimi di retribuzione. Sulle politiche redistributive, attenti a non scoraggiare gli investimenti, danneggiando l’economia». Scetticismo invece sull’attuale transizione ecologica.

Dobbiamo farlo in modo graduale, senza penalizzare imprese e famiglie. Serve un approccio pragmatico, che coniughi tutela dell’ambiente e sviluppo economico. Serve  investire di più in ricerca e innovazione e parlare di nucleare di ultima generazione, ma senza strappi ideologici.

«Le mie proposte per sostenere i giovani nell’acquisto o nell’affitto di una casa – dice – includono l’abbassamento dei mutui, la creazione di programmi di sostegno  e l’incentivazione dell’acquisto. In questo modo, si evitare lo spopolamento».

2Barazzotto: «L’unica energia pulita è il nucleare»

Vittorio Barazzotto

Vittorio Barazzotto, biellese candidato con la lista “Stati Uniti d’Europa”. «Non so quanto senso possa avere una tassa patrimoniale. Io mi concentro sui dati: la metà di chi dovrebbe le tasse non le paga. Basterebbe pagare quelle che ci sono. Ritengo giusto il salario minimo, ma non capisco perché alcuni sindacati si dimenticano che ci sono dei contratti collettivi nazionali che vanno ben sotto la soglia minima che propongono». Per la transizione verde Barazzotto non ha dubbi:

L’unica vera energia pulita mi sembra il nucleare. Ho parecchie perplessità sull’elettrico, mi sembra un caso di “pulizia verde”, in realtà c’è un recupero delle materie prime che lascia a desiderare.

Per le politiche abitative «vivo in un territorio con molti borghi ormai disabitati, credo che la priorità sia convincere la gente ad abitare dove le case già ci sono. I soldi ci sono, se non arrivano è perché abbiamo persone incompetenti che non li sanno usare».

3Bonetti: «Siamo gli unici e veri ambientalisti»

Elena Bonetti

Nessun dubbio: «Siamo assolutamente favorevoli a un salario minimo nazionale e alla sua estensione a livello europeo: non è possibile che grandi aziende delocalizzino nei paesi dell’est in quanto i livelli salariali sono al di sotto degli standard dei grandi Paesi europei». E sull’ambiente Azione precisa:

Noi siamo gli unici veri ambientalisti: vogliamo arrivare agli obiettivi 2050, ma affidandoci alla scienza, non alle ideologie. Si alle rinnovabili, ma non bastano, vogliamo il nucleare: energia pulita, sicura, efficiente.

Sull’abitare «la Lomellina ha grandi potenzialità, ma stanno smantellando i suoi asset: servono infrastrutture e collegamenti che oggi non esistono e le imprese ne stanno risentendo, vediamo il settore calzaturiero. Per i giovani agevolazioni nette per le imprese che assumono a tempo indeterminato under 35, nell’innovazione e della ricerca».

4Benifei: «In prima linea sull’equo compenso»

Brando Benifei

Brando Benifei (Pd), non solo è «favorevole al salario minimo Ue, ma appartengo alla forza politica dei Socialisti e Democratici che si è battuta per la creazione della direttiva europea sul salario minimo. Va accompagnato da politiche redistributive e da spesa sociale, per garantire a tutti l’accesso a servizi di qualità». Per Benifei sostenere la neutralità climatica

è senso di dovere, che nasce dalla consapevolezza che l’agenda climatica esista per rispondere agli studi e ai dati che arrivano dalla comunità scientifica. Il tema è la giustizia climatica: il costo della transizione non può ricadere sulle fasce più deboli.

Sull’abitare, «servono politiche per la casa che abbassino i prezzi degli affitti e rendano l’accesso agli alloggi popolari aperti a tutti e non discriminatori. Lo spopolamento delle aree interne richiede forti investimenti in infrastrutture e servizi».

5Piani: «Compensi, attenersi ai contratti»

Silvia Piani

Silvia Piani sposa la proposta del capogruppo di Forza Italia Paolo Barelli che «prevedeva che per le attività non coperte dalla contrattazione collettiva venga applicata una retribuzione equivalente a quella prevista dal contratto del settore di riferimento. Sarebbe più equo muoversi verso questa direzione piuttosto che concentrarsi sul salario minimo».

Piani, in corsa per le europee con Fi, appoggia la transizione ecologica per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, ma

bisogna mettere le famiglie nelle condizioni di potersi permettere di acquistare auto elettriche e case green. Si può procedere verso questa strada senza però pesare sui nuclei familiari.

Puntare sulle infrastrutture, sostenere le detassazioni per «consentire alle aree interne come la Lomellina di risultare maggiormente attrattive e per consentire alle giovani coppie di acquistare case o andare in affitto».

6Verni: «Chi guadagna di più paghi più tasse»

Simone Verni

Simone Verni, pentastellato della prima ora, è in corsa per il M5S alle europee. «Sul tema tasse non serve fare tanti giri di parole: noi siamo allineati con la Costituzione: chi guadagna di più paga più tasse in proporzione a quanto guadagna. L’urgenza principale qui è un’altra: inserire strumenti tipo reddito europeo di cittadinanza e salario minimo». Sul fronte ambientale,

la decarbonizzazione del pianeta è vitale ed è qualcosa a cui non possiamo rinunciare (infatti la data del 2050 l’abbiamo inserita anche nel nostro simbolo). Io non capisco perché nessuno dice nulla quando si investono miliardi in armi quando si potrebbero investire in sostenibilità.

Per Verni «la questione dell’abitare è legata al lavoro: se le aree non hanno sviluppo allora diventa difficile promuovere i paesi come in grado di accogliere le persone. Servono maggiori risorse per sostenere le famiglie e i giovani».

7Merisi: «Retribuzioni dignitose e paritarie»

Simona Merisi

Un salario minimo europeo per contrastare la povertà è una proposta sostenuta da Simona Merisi, in corsa per le europee con Alleanza Verdi Sinistra:

Il diritto alla salute, all’istruzione ad avere una casa possono essere accessibili solo attraverso un salario dignitoso e paritario tra uomo e donna.

Per Merisi è necessario raggiungere la neutralità climatica entro il 2040: «Dobbiamo arrivare al punto di avere entro i prossimi 16 anni il 100% di energie rinnovabili, in modo da smaltire nel decennio successivo gli effetti dell’inquinamento attuale. Procedendo su questa direzione si può raggiungere l’impatto zero nel 2050». Interventi di sostegno di accesso ai mutui, affitti calmierati per «consentire ai giovani di vivere per conto proprio e formare una propria famiglia. Anche in questo ritorna fondamentale il salario minimo, perché garantirebbe ai ragazzi indipendenza economica».

8Nai: «Garantire un welfare comunitario»

Elena Nai

«L’Europa deve dotarsi di regole comuni di coesione sociale per garantire un welfare comune determinato da politiche fiscali analoghe. E’ evidente che anche le retribuzioni debbano seguire regole comuni». Lo spiega Elena Nai, candidata di Fdi, che invece sull’ambiente dice:

Le politiche green devono essere più realistiche ed estese anche ad altri paesi che inquinano. Non ha senso che l’Ue abbandoni le energie fossili quando paesi tipo Cina e India non hanno obblighi in tale senso.

L’altro tema affrontato è il futuro della zona dalla quale proviene Nai: «Per evitare lo spopolamento in Lomellina si deve agire su due fronti: infrastrutture e natalità. Con infrastrutture sarà possibile agevolare insediamenti produttivi. L’altro è la tutela della donna e della maternità. Siamo contrari all’utero in affitto, che dovrebbe essere considerato reato universale in Ue. Devono essere incentivate politiche a favore della natalità».

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