GMG Lisbona / Il Vescovo: «La GMG diventi stile di vita»

Il nostro Vescovo Maurizio accompagnerà personalmente i giovani della Diocesi alla GMG di Lisbona, anche nel suo ruolo di Vescovo referente della Conferenza Episcopale Lombarda per i giovani. Per questo abbiamo voluto rivolgergli alcune domande. Anzitutto, qual è il messaggio che vuole affidare ai nostri giovani, sia quelli che andranno a Lisbona sia quelli che li seguiranno da casa?

«Il Messaggio che voglio affidare ai nostri giovani si ispira al tema stesso della GMG, indicato dal Papa, che riprende l’atteggiamento di Maria, nel Vangelo, dopo aver ricevuto l’annuncio che sarebbe diventata la Madre di Gesù: “Maria si alzò e andò in fretta”, come ci dice l’evangelista Luca, e andò a visitare la cugina Elisabetta. Un atteggiamento di fede pronta, di risposta, di testimonianza della carità».

E’ l’atteggiamento che suggerisco a tutti i giovani, con il loro entusiasmo, con gioia, con prontezza… rispondere al Signore senza calcoli, senza tentennamenti, ma con tutto l’entusiasmo della loro giovinezza

«Questo atteggiamento viene rilanciato nella dimensione di sinodalità, che ci invita a essere Chiesa di ascolto e di dialogo di carità»

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il Vescovo durante l’incontro con i giovani della Diocesi che partecipano alla GMG

In che modo i ragazzi devono accogliere la GMG?

«Invito tutti i giovani ad accogliere con la loro prontezza e il loro entusiasmo, a leggere la bellezza della loro giovinezza nello stare insieme a partire dal desiderio di accogliere una parola: “Si alzò e andò in fretta”».

A Lisbona i giovani si troveranno insieme per testimoniare una voglia di vivere e di provare qualcosa di bello per l’umanità, per questo esorto tutti i giovani a “partire in fretta” e generare qualcosa capace nei diversi modi di portare l’entusiasmo della vita e della fede

«Spero tutti sappiano cogliere questa occasione per capire che noi insieme siamo stati chiamati dal Signore perché insieme costruiamo un mondo migliore»

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banco d’accoglienza per la GMG

Quale “ricaduta” potrà avere questa esperienza dei giovani nella quotidianità della loro vita?

«Come prima cosa spero sia una “ricaduta” nei giovani che partecipano perché possano fare una esperienza di comunione, di approfondimento, di gioia. Dovrà essere un’esperienza bella, che rimanga in tutti i partecipanti come esperienza di vita per adesso e per il futuro».

La “ricaduta” sarà nella bellezza di vedere altri giovani che si appassionano ai temi importanti della umanità e della fede

«Temi e valori capaci di una testimonianza forte, per il futuro dell’umanità. Auguro a tutti i giovani che saranno a Lisbona di non lasciar passare invano questa esperienza, ma di viverla “bene” nel senso più vero della parola e non solo come svago»

Non c’è il rischio che eventi come la GMG diventino solo una “kermesse” da vivere sulle ali di un entusiasmo momentaneo?

«Il rischio c’è, ma credo che con l’attento e indovinato programma proposto, con momenti di riflessione, di confronto, di preghiera permette di differenziare da altri “eventi” simili e anche dagli altri giovani. Certamente sarà anche una “kermesse”, ma non potrà e dovrà essere fine a se stessa, dovrà portare a quell’entusiasmo di fede e di aggregazione da riprendere e da rivivere poi anche nei luoghi “soliti” della nostra vita».

Per questo ho già in programma, nel nuovo anno pastorale, gli incontri “Giovani e Vescovo”, con l’impegno di riprendere le tematiche di Lisbona e di portarle nei nostri cammini quotidiani

«Vorrà essere davvero un cammino, non incontri spot, ma incontri con quei giovani della nostra diocesi che desiderano essere protagonisti in questo cammino, impegnandosi per la Chiesa».

E.P.

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