Coronavirus Vigevano / Contagi oltre il picco, ricoveri e decessi in aumento

Rallenta la crescita dei positivi, non quella dei decessi e dei ricoveri.

Nelle ultime due settimane sono il 41.8% e il 50.6% in più i casi attivi in Lombardia e in Italia (dati al 19-07),

con una frenata della corsa che secondo esperti e istituzioni è il segnale del superamento del nuovo picco. Diverso il discorso per le ospedalizzazioni e le vittime, che hanno un’inerzia diversa e richiedono più tempo per assestarsi. Al momento sono 40 i lombardi in terapia intensiva (+66.7%, ma in questo caso con un ritmo più blando) e 1538 nei reparti covid (+52.7%), mentre sono 417 (+51.6%) e 10848 (+54.2%) quelli italiani. Il tasso di occupazione dei posti letto dice 5% in area critica e 17% in area non critica a livello nazionale e 2% e 15% a livello nazionale, con una situazione che è sotto controllo per quanto riguarda la pressione, ma che rischia comunque di rallentare l’attività clinica “extra-covid”, anche considerando le assenze del personale positivo che si aggiungono a quelle di chi è in ferie.

IL CONTESTO LOCALE In provincia di Pavia negli ultimi quattordici giorni sono stati 24 i morti con diagnosi di Covid-19, quasi il doppio delle due settimane precedenti e appena uno in meno di tutto il mese di giugno, portando il totale delle vittime a 3142. Guardando ai contagi, si mantengono al di sopra della media lombarda (+6%), con il territorio pavese che segna +6.4%. Nelle singole città Vigevano registra +6.8%, Mortara +8.3% (anche oltre la media italiana di +7.9%), Gambolò +7.4%, Garlasco +6.9%, Pavia +6.6%, Voghera +5.4%. E’ la prova di «una fase epidemica acuta caratterizzata da una incidenza molto elevata, da una velocità di trasmissione (sia calcolata su casi sintomatici che su casi ricoverati in ospedale) in lieve diminuzione, ma ancora al di sopra della soglia epidemica e da un aumento persistente nei tassi di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva», come precisa nel monitoraggio settimanale l’Istituto superiore di sanità. Persiste la difficoltà di tracciare i positivi:

In diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39% vs 41%) e in lieve aumento la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (50% vs 49%)

«L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento». Con un rapporto tra casi trovati e test effettuati pari al 27.1% in Italia e al 24.4% in Lombardia è evidente come ci sia un gran numero di positivi che sfugge alla rilevazione o perché asintomatico o perché non comunica la positività alle autorità sanitarie.

Giuseppe Del Signore

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