Partono i test sierologici all’ospedale civile di Vigevano

Via libera dalla Regione Lombardia ai test sierologici sul Covid-19. I prelievi sono cominciati giovedì 30 aprile, in una tensostruttura allestita nel cortile dell’ospedale di Vigevano. In fila le persone mandate dall’Agenzia per la tutela della salute, e individuate secondo due criteri: gli operatori sanitari e i soggetti in quarantena fiduciaria che potrebbero essere stati esposti al contagio e non hanno mai fatto il tampone.

I test hanno un margine di ambiguità: – spiega la dottoressa Maria Angela Maiocchi, direttore dell’Unità operativa complessa laboratorio analisi dell’ospedale di Vigevano – se il risultato è negativo può significare che il paziente non è venuto a contatto col virus oppure che gli anticorpi sono bassi ed è l’inizio dell’infezione; se è positivo vuol dire che è venuto a contatto col virus ma non è certo che vi siano infezioni in atto. In caso positivo, quindi, si procederà col tampone.

In queste ore è in approvazione una delibera di Regione Lombardia che, tra i punti in analisi, delineerà l’utilizzo dei tamponi per persone con sintomi sospetti. In particolare, le Usca (due quelle operative in Lomellina) si occuperanno di effettuare tamponi a domicilio a coloro con una temperatura corporea maggiore di 37,5 gradi segnalati dai propri medici: in questo sarà fondamentale la collaborazione con i datori di lavoro, che saranno tenuti a mandare a casa le persone con febbre.
Riguardo ai test sierologici, sarebbe imminente l’apertura alla possibilità per i singoli cittadini di sottoporsi presso laboratori privati agli esami per gli anticorpi: saranno ammessi sia test ematici sia rapidi a patto che siano certificati; il costo dell’esame sarà sostenuto dal singolo cittadino in regime di libero mercato. Chi risultasse positivo dovrà mettersi in autoisolamento domestico e segnalare il proprio stato al medico di base, che provvederà a contattare l’Ats per effettuare un tampone.
Tale procedura è già stata portata avanti – nonostante qualche frizione con i vertici lombardi – da alcuni comuni lomellini (Robbio, Cilavegna e Castello d’Agogna i principali) appoggiandosi a un laboratorio piemontese. Nel frattempo la situazione negli ospedali del territorio sta migliorando: secondo i dati di martedì a Vigevano ci sono 10 ricoverati in terapia intensiva e 77 nei reparti Covid; 30 pazienti si trovano all’Asilo Vittoria di Mortara, mentre il reparto di medicina del San Martino di Mede non ospita più i colpiti dal Coronavirus ed è tornato alle sue funzioni ordinarie.
«Non è ancora la funzionalità normale – dicono da Asst – perché nonostante le dimissioni di alcuni pazienti abbiamo comunque avuto altri accessi». L’Azienda intanto si sta organizzando per riaprire gli ambulatori nelle prossime settimane. «Stiamo programmando le riaperture – spiegano dall’Asst che mercoledì mattina ha indetto una riunione straordinaria – per garantire gli accessi in sicurezza dei cittadini». Sono inoltre in corso progetti di telemedicina per monitorare i pazienti dimessi, in collaborazione tra l’Azienda socio-sanitaria territoriale e l’Unipv.

Alessio Facciolo

Davide Zardo

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