Speciale Pasqua / I conflitti che dividono il mondo

Uno sguardo ai conflitti, quelli che dividono il mondo e quelli che frammentano la società, anche in Lomellina. Il Messaggio per la Pasqua del vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, unisce più orizzonti in un momento in cui la più importante festività del cristianesimo «pare segnata, più che nel recente passato, da venti di guerra sempre più vicini e minacciosi». Da un lato la logica delle «violenza per regolare buone relazioni tra gli uomini», dall’altro l’immagine della Madonna:

A Maria sul Calvario è stata tolta anche la mangiatoia.

GUERRA In gennaio Acled (“Armed Conflict Location and Event Data Project”, un gruppo di ricerca indipendente basato negli Stati Uniti e dedicato alla raccolta di dati sui conflitti del mondo) ha pubblicato il suo elenco 2024, indicando gli scenari di crisi più gravi degli ultimi dodici mesi. Al primo posto la guerra a Gaza, che si prevede continui anche dopo la fine delle operazioni militari vere e proprie (quando si arriverà a un cessate il fuoco di lunga durata), al sesto posto l’Ucraina (la previsione è di un conflitto a bassa intensità e di logoramento in cui la “fog of war” si sta addensando), al secondo lo Yemen con le conseguenze per i traffici commerciali mondiali, al terzo l’instabilità crescente del Sahel, dove tra Burkina Faso, Mali e Niger il potere è nelle mani di giunte militari che hanno determinato l’uscita di scena prima della Francia e ora degli Usa come forze di peacekeeping.

TRA PERSONE Non ci sono però solo conflitti che coinvolgono attori di popoli differenti, ma anche interni alle comunità nazionali e locali. Non a caso all’ottavo posto della graduatoria Acled si trova Haiti, uno stato fallito dominato dalle gang criminali, il Messico con la guerra della droga e, a sorpresa, gli Stati Uniti, in cui la corsa alle elezioni presidenziali potrebbe esacerbare un clima di contrapposizione tra democratici e repubblicani provocando proteste, assalti ai seggi, violenze, come Trump ha già minacciato parlando di «bagno di sangue».

QUI La “graduatoria” non è esaustiva – nel sito di Acled ci sono sezioni più specifiche – e ad esempio non cita l’Ue che è ormai entrata nel periodo elettorale in vista delle europee di giugno. Anche nel Vecchio continente e in Italia la conflittualità sociale è ben presente, con manifestazioni anche nel territorio della Lomellina: la protesta dei trattori in un settore primario già segnato da siccità e peste suina africana, l’aumento della povertà sanitaria con la rinuncia alle cure anche per liste d’attesa infinite (per il Crea riguarda il 6.1% delle famiglie italiane, Banco Farmaceutico nel 2023 ha assistito 7.3 persone ogni mille residenti), la distanza da e carenza di servizi primari tipica delle aree interne, il fenomeno crescente dei “working poor” su cui Caritas diocesana ha lanciato un grido d’allarme e che riguarda soprattutto i più giovani. A Maria «resta solo la tomba vuota» tanto che «neppure i riti di sepoltura possono essere dedicati» a Gesù morto. «Lo si farà nel giorno dopo il sabato», giorno in cui non si può lavorare, «ma fare il bene si può e deve».

Giuseppe Del Signore

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