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    Cronache dalla pandemia / L’Australia si prepara

    TTra quarantene per chi è stato all’estero e carta igienica che sparisce dagli scaffali dei market, anche in Australia il problema coronavirus inizia a farsi sentire. Nicolò Ricucci, 32 anni, originario di Vigevano, vive a Griffith (New South Wales) e per lui, pur senza essere ancora in emergenza (in Australia finora si sono registrati circa 800 casi di positività, ndr), la preoccupazione inizia a farsi sentire: «La gente esce di meno: ne vedi meno nei ristoranti, nei bar, nei cinema, anche perché le attività con oltre 100 persone sono state soppresse. Io vivo in mezzo all’Australia, non in una grande città: in teoria sono più sicuro al momento, ma non si può mai sapere». Le immagini, rimbalzate anche sui nostri media, della carta igienica scomparsa dai supermercati, sono però una realtà anche a Griffith: «E’ inspiegabile questo – conferma Ricucci – ma non è l’unico prodotto preso di mira: farina, zucchero, pasta, fagioli sono quelli che vanno per la maggiore. Davvero introvabili sono invece disinfettanti come amuchina e simili». Per ovviare a questo e per garantire una maggiore sicurezza sono state imposte delle regole: «Appena i supermercati aprono i primi a entrare sono i clienti più anziani ed è possibile acquistare solo due “razioni” dei prodotti che stanno andando più a ruba».

    CONFINI CHIUSI I provvedimenti riguardo i market non sono gli unici che sono stati imposti nel paese oceanico:

    Le cose cambiano di giorno in giorno. A oggi, 18 marzo, sono banditi praticamente tutti i voli: non si può andare all’estero e nemmeno si può entrare in Australia.

    «Se atterri, perché sei cittadino australiano oppure residente, sei tenuto a fare una quarantena di 14 giorni, pena una multa – spiega Ricucci – e se si è a conoscenza di qualcuno che non si attiene alle regole, va segnalato alla polizia». Al momento, pur non essendoci un “lock down” all’italiana, misure più stringenti sono state prese anche per quanto riguarda la socialità: «Sono stati banditi tutti gli eventi all’esterno con 500 o più persone e quelli all’interno con 100 o più partecipanti; per strada è necessario mantenere una distanza dalle altre persone di un metro e mezzo e, inoltre, sono state vietate strette di mano e abbracci».

    SENSAZIONE D’IMPOTENZA Quella che si è creata è una situazione senza precedenti e, per Ricucci, preoccupante: «Bisogna mantenere la calma e pregare, se si ha una fede. Sono preoccupato soprattutto per gli amici, i genitori e i parenti in Italia: ti senti impotente, sei lontano e non puoi fare nulla. E credo che, viceversa, lo stesso sia per loro». Pur guardandole dall’altro lato del mondo, secondo Nicolò le severe misure prese dal governo italiano sono giuste: «Non sono nessuno per dire se siano state fatte in ritardo o meno: non vorrei essere nei panni di chi è costretto a prenderle, queste decisioni. Ma sono sicuro che daranno i frutti sperati. Penso a parenti e amici che sono ora in questa situazione e mi spiace – conclude -temo che anche qui arriverà a quel livello e per allora dovremo essere preparati».

    Alessio Facciolo

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