Conforto, cuore e anima per la pallamano

E’ l’anima e l’allenatore della pallamano Vigevano e ha contribuito alla diffusione di questa disciplina nella città ducale. Si tratta di Nicolò Conforto che nel corso della propria carriera si è tolto parecchie soddisfazioni. Nasce a Vigevano nel 1968 e di fatto la pallamano a Vigevano nasce il 2 giugno del 1980. I promotori della nascita di questa pratica nella città ducale provengono quasi tutti dall’Atletica leggera, segnatamente il nome cardine è Annino Muntoni, prof di Educazione Fisica alle medie Besozzi. Si inizia coi Campionati Studenteschi, successivamente si passa a quelli veri.

IN PRINCIPIO «Ho iniziato in pratica a giocare a 16 anni – racconta Nicolò Conforto – facevamo la serie D. Nel contempo si portava avanti anche l’attività di settore giovanile, tra alti e bassi. Abbiamo vinto la D poi la C fino ad arrivare in serie B. Allora la B era molto più competitiva dell’attuale, era una categoria già importante». I primi risultati non sono tardati ad arrivare: «Il tetto massimo che abbiamo raggiunto è stata la serie A2, lì abbiamo fatto trasferte importanti come Ancona e per sottolineare che il nostro sport è veramente dilettantistico, facevamo queste lunghe trasferte in macchina: mai col pullman».

Nella nostra società nessuno ha mai percepito un centesimo, anzi a volte abbiamo pure contribuito, ad esempio mettendo a disposizone le automobili per le trasferte. Ho fatto qualche annata come allenatore-giocatore, poi son tornato a fare solo il giocatore fino a smettere di giocare 7 anni fa.

LA STAGIONE La serie B attuale sta procede nel verso giusto: la Pallamano Vigevano arriva da tre risultati utili consecutivi. «Non guardo risultati e classifica per la prima squadra, voglio insegnare a stare in campo e a giocare ai miei ragazzi, sono tutti giovani, solo tre hanno più di 20 anni, ora è tornato il portiere Roccatagliata, che giocava già con male». Tanti gli insegnamenti che Conforto si impegna a trasmettere ai suoi ragazzi.

VALORI «La pallamano è sport di contatto fisico, insegno a giocare ai miei giocatori. Ci alleniamo due volte la settimana alla palestra del Besozzi, dove disputiamo pure le gare casalinghe, abbiamo un buon settore giovanile con under 17, under 15 ed under 9-11 anni che abbiamo a selezioni delle quarte e quinte della Ramella, sono campionati promozionali ma è il modo per entrare nelle scuole e far conoscere il nostro sport». Inclusione e valenza educativa, due componenti che non mancano: «Abbiamo ritentato ora con una squadra femminile poi abbiamo fatto anche una squadra di ragazzi disabili, quindi un nuovo progetto di inclusione, mi ha dato enormi soddisfazioni, mi sono occupato anche di questa selezione, io alleno in pratica tutte le sere pur avendo un mio lavoro e questi ragazzi disabili a dicembre li abbiamo portati a Teramo per un torneo». Tutto parte anche dalle scuole, con Michele Parisini, padre di capitan Andrea Parisini, che come istruttore mette a disposizione la sua esperienza.

CRESCITA Come continuare a far crescere la pallamano? «Per poter crescere ulteriormente avrebbe bisogno di una spinta maggiore a livello politico, qui in A1 e A2 si sono giocatori professionisti ma non a livello ad esempio della Francia, dove ci sono professionisti come il vigevanese Andrea Parisini, capitano della Nazionale Italiana di Pallamano, manca quel salto di qualità che non è facile».

Maurizio Locatelli

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