Dopo tre anni il piccolo borgo di Suardi torna ad avere un negozio di alimentari. Il nome è diretto e sintetico: “Pane e salame” ed esprime pienamente quella genuinità tipica di un luogo di ritrovo dove le casalinghe, i lavoratori e i pensionati, facendo i loro acquisti, possono anche scambiare due chiacchiere con la titolare. Lei si chiama Deborah Pascale e ha vissuto lontano da Suardi per diversi anni.
IL RITORNO «Sono tornata e con mio marito ho constatato che per fare la spesa bisognava prendere la macchina e andare a Mede o a Peve del Cairo. E gli anziani che un’auto non ce l’hanno, come se la cavano? Così mi sono tirata su le maniche e ci ho pensato io. In questo modo anche l’operaio che smonta alle cinque della sera può procurasri qualcosa per la cena». Nel negozio, inaugurato il 27 aprile con una piccola degustazione gratuita, si trova un po’ di tutto, ma una particolare attenzione è stata riservata ai formaggi e ai salumi, che provengono da allevamenti a filiera corta. Soddisfatto il sindaco Dario Biancardi:
Sono molto contento di questa nuova presenza in paese, dove erano rimasti solo negozi di abbigliamento. Almeno gli anziani senz’automobile e le signore possono fare due chiacchiere.
AREA INTERNA Una soluzione che rappresenta una piccola risposta al grosso problema delle aree interne: zone come la Lomellina, dove i piccoli paesi rischiano di spopolarsi a causa della mancanza di servizi come poste, banche, farmacie, ospedali, medici, uffici pubblici, negozi, collegamenti stradali e ferroviari. Anche il vescovo Gervasoni aveva evidenziato che il contesto «pone problemi politici seri, ma anche attenzione per la qualità della vita, quindi per le azioni che vanno compiute pure a livello pastorale». Quello di Pascale è un esempio che lascia ben sperare e che potrebbe generare un seguito grazie al coinvolgimento di altri commercianti.
Davide Zardo

