Garlasco, le novità dietro il restauro della chiesa

Mentre sono in corso le opere di restauro della facciata della chiesa parrocchiale che dovrebbero concludersi dopo l’estate, dall’archivio della parrocchia garlaschese grazie a minuziose ricerche svolte dal parroco don Mauro Bertoglio emergono importanti indicazioni storiche che riguardano uno degli altari presenti nella chiesa parrocchiale.

UNA STORIA LONTANA «Con uno dei suoi primi atti il 27 agosto 1691 papa Innocenzo XII (divenne papa il 15 luglio di quell’anno) – spiega don Mauro – determina come altare privilegiato con annessa indulgenza l’altare del Suffragio presente nella nostra chiesa». L’altare si trova nel braccio destro della chiesa sotto le statue in stucco di Sant’Agostino e San Giovanni Crisostomo. Composto da marmi policromi è caratterizzato da quattro colonne con capitelli corinzi reggenti una trabeazione con al centro la raggiera dello Spirto Santo. Caratteristico un bassorilievo con la presenza dell’effige della Madonna intercedente su una nube, e un angelo che solleva un’anima tra le molte nelle fiamme del Purgatorio. Pregna di storia la chiesa di Garlasco. Nel XII secolo l’unica chiesa di Garlasco era quella di San Pietro extra muros; nelle Rationes Decimarum del 1322-1323 è menzionata anche quella di Santa Maria, in dove nel 1444 fu traslata la parrocchialità con decreto del vescovo di Pavia Enrico Rampini.

LA PRIMA PIETRA La prima pietra della nuova parrocchiale venne posta nel 1715; l’edificio, disegnato dal pavese Gerolamo Regina, fu consacrato nel 1783. Nel 1817 la chiesa passò dalla diocesi di Pavia a quella di Vigevano, come stabilito dalla bolla Beati Petri apostoli principis di papa Pio VI del 17 agosto e confermato dal successivo breve Cum per nostras litteras del 26 settembre.

L’ORIENTAMENTO La facciata che oggi è rivolta verso l’attuale piazza della Repubblica (in precedenza era rivolta verso la retrostante piazza San Rocco) venne completata nel 1831, nel 1845 il vescovo Vincenzo Forzani rilevò durante la sua visita pastorale che i fedeli ammontavano a circa 5200 e che la parrocchiale aveva come filiali i due oratori della Santissima Trinità e di San Rocco e il santuario della Madonna della Bozzola.

Mauro Depaoli

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