Gropello, il rione Parrocchia vince la 76esima edizione della festa dei ragazzi

Terminata con la vittoria del rione Parrocchia la 76esima edizione della festa dei ragazzi organizzata dalla parrocchia di Gropello con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Il tutto era iniziato domenica 3 settembre con la classica disfida tra i quattro rioni di Gropello (Parrocchia, Castello, San Rocco e Stazione). Un palio fatto principalmente di giochi ma soprattutto di momenti di forte aggregazione.

L’IDEA DI DON ETTORE «La festa dei ragazzi – ha sottolineato il parroco don Giacomo Chiarello – è nata da un’idea di don Ettore Ardissone, parroco di Gropello nel 1946 che nell’immediato dopoguerra ebbe l’intuizione di mettere insieme ragazzi, giovani e meno giovani del paese, con l’intento, attraverso bei momenti di gioco e di condivisione di ripartire con fiducia dopo gli anni difficili della Seconda Guerra mondiale.

La finalità è ancora oggi quella di trovarsi insieme all’oratorio con il desiderio di creare momenti belliche sappiano mitigare i problemi della vita quotidiana». Il rione Parrocchia si è aggiudicato dopo 17 anni dall’ultimo successo il palio con la prova finale in cui si doveva simulare la presentazione di personaggi famosi nell’ambito di scenette di intrattenimento. Il palio è stato ritirato da Tommaso Buson capitano del rione Parrocchia. Protagonista, da 76 anni a questa parte, tranne nel 2020 quando il Covid impedì la realizzazione della festa dei
ragazzi, è come sempre l’oratorio parrocchiale gropellese.

L’ORATORIO L’oratorio è una agenzia educativa di grande importanza che va sostenuta e promossa, Il primo oratorio nel senso moderno fu creato da san Filippo Neri intorno al 1550, con l’intento di creare una comunità di religiosi e laici unita in un vincolo di mutua carità sullo stile degli apostoli. Sulla scia di Filippo Neri, nacque l’idea di san Giovanni Bosco. Nel 1841 incontrò dei giovani nella sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino per il primo di una serie di incontri di preghiera.

La sua passione educativa per i giovani lo portò ad avvicinare sempre più ragazzi, tra i quali Domenico Savio. I primi af follati incontri non avevano un posto fisso. Solo nel giorno di Pasqua del 1846 l’Oratorio si stabilì sotto una tettoia con un pezzo di prato, la tettoia Pinardi a Valdocco. «L’idea dell’aggregazione con messaggio educativo del costruire insieme qualcosa di importante – dice don Giacomo – è assolutamente attualissima».

Mauro Depaoli

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