Mede, il Teatro Besostri ancora senza un gestore

Il teatro Besostri di Mede non ha ancora un gestore. «L’idea dell’amministrazione – ha spiegato il sindaco Giorgio Guardamagna in consiglio comunale – è quella di concedere all’esterno la gestione delle stagioni teatrali».

IL PERCORSO PRE-COVID «In epoca pre-Covid si era iniziato il percorso, peraltro complicato, per individuare le forme giuridiche, amministrative ed economiche, per riuscire a mettere a bando la proposta, ma l’avvento della pandemia ha imposto di fermare il processo, considerata la situazione, e a emergenza terminata le condizioni ora non sono più le stesse, principalmente , in ordine all’esponenziale crescita delle spese energetiche e alle mutate proposte economiche, in generale, delle compagnie artistiche. Le preventive proposte con soggetti eventualmente interessati all’operazione hanno subito un’interruzione in attesa degli sviluppi derivanti dalla congiuntura che tutti stiamo vivendo e affrontando. Rimane in ogni caso l’intenzione di riprendere i ragionamenti per trovare le corrette forme che consentano di riprogrammare spettacoli in una stagione ufficiale, come in passato».

SPETTACOLI A SPOT Attualmente il teatro è stato disponbile per spettacoli che alcune associazioni hanno calendarizzato in primavera ed estate, da “Una provincia all’Opera” al Librivoro, dai saggi delle scuole di danza alla rassegna letteraria MedeBook, oltre ai concerti della pianista Maria Cefalà e del Monday Gospel previsti il 2 e il 9 dicembre. «In consiglio mi sono detta parzialmente soddisfatta – commenta Antonella Bertarello, capogruppo della lista di minoranza “In Comune per cambiare Mede” – tuttavia il mio gruppo continua a non comprendere perché la giunta non si assume le proprie responsabilità e non fa diventare il Besostri un teatro civico, quale è informalmente ad oggi. Il Besostri, dopo i primi anni di vigore, si è spento definitivamente con il Covid, ma al di là della pandemia, la struttura presentava già delle difficoltà, non a caso era stata soppressa la pseudo fondazione. Non c’è mai stato l’interesse a diventare Fondazione, questo è stato un forte limite perché, di fatto, il teatro non è mai entrato a far parte dei circuiti dedicati con la possibilità di avere anche delle agevolazioni. segnalo che la Provincia di Pavia sta ancora pagando il mutuo che si estinguerà nel 2024. Direi che ci sarebbero molte obiezioni da sollevare in proposito, ma ora che la struttura c’è bisognerebbe farla funzionare e non solo a spot, come si sta facendo ora. Se nel frattempo le decisioni che sono state assunte, di cui non siamo a conoscenza, sono altre, molto bene. da parte nostra, va solo un plauso all’associazione amici del teatro che negli anni ha saputo gestire le attività, rare, che sono state ospitate».

Davide Zardo

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