Mortara, donazioni Avis in calo

Approvati all’unanimità dai soci Avis Mortara il bilancio e l’attività 2022 e le idee per il 2023 durante la consueta assemblea annuale di lunedì scorso 27 febbraio.

Come sempre un momento per tracciare il bilancio di un’intensa attività che ha registrato, lo scorso anno, 1.385 donazioni e forte di un esercito di ben 596 donatori attivi. Numeri importanti che collocano la sede mortarese presieduta da Alberto Malfatti fra le più importanti della provincia di Pavia.

ASSEMBLEA La serata aveva come tema la presentazione delle attività dello scorso anno, il punto della situazione e le prospettive per il 2023. Molta carne al fuoco che i soci Avis hanno seguito con attenzione. Non solo lo snocciolare di numeri, sempre molto positivi, ma anche resoconti di incontri nelle scuole, varie iniziative. “Ringrazio tutti per quanto fate per la nostra sede – ha esordito Alberto Malfatti – il 2022 è stato un anno di ripresa per tutti che però ha visto una leggera flessione delle nostre attività. Per la prima volta dopo parecchi anni infatti, le donazioni sono state inferiori rispetto all’anno precedente. Un dato che, nonostante tutto, non ci sconforta, alla luce della grande crescita che avevamo vissuto nel 2021. Il nostro primo scopo resta sempre quello di assicurare l’apporto di sangue intero e di emocomponenti al Policlinico “San Matteo”, per garantire la continuità del sistema trasfusionale e in questo è sempre fondamentale la collaborazione di tutti i nostri donatori. Solo grazie alla loro sensibilità, disponibilità ed altruismo possiamo continuare a dare un contributo significativo alla raccolta di sangue nella nostra provincia. Il loro dono volontario, anonimo e gratuito resta il cardine della nostra missione e per questo motivo a tutti voi, cari donatori e donatrici, voglio esprimere il mio più sincero grazie”.

INIZIATIVE E sono ben 356 i donatori e 240 le donatrici. La fascia più nutrita di donatori resta quella tra i 46 e i 55 anni che rappresenta il 29% del totale. Ma l’obiettivo sarà puntare sulle nuove generazione per garantire il futuro apporto di donatori e il ricambio generazionale che, inevitabilmente, si rende necessario. Anche nel 2023 proseguiranno le attività che sono già state pianificate e a breve avisini saranno nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. “Le sfide sono molte – ha proseguito Alberto Malfatti – partendo dalle difficoltà nel recepire personale sanitario per le trasfusioni. E la necessità di allargare sempre più il numero di donatori, di ampliare la nostra sede, ma ci potrebbero essere positive novità. Queste sono solo alcune delle sfide che ci attendono che siamo pronti ad affrontare con l’entusiasmo, la serietà di sempre per cercare di dare a tutti i nostri donatori un servizio migliore e per puntare ad un incremento delle donazioni di sangue”.

Giorgio Giuliani

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