Mortara, ritornano i posti in ospedale

I posti letto tagliati a inizio anno nei reparti di Riabilitazione e Medicina dell’ospedale Asilo Vittoria potrebbero tornare a disposizione nel breve periodo. Il condizionale è d’obbligo ma il sindaco Ettore Gerosa ha discusso del tema dopo aver incontrato in aula consiliare il 15 febbraio la nuova dirigenza di Asst Pavia. «Ho ricevuto rassicurazioni da parte del direttore generale Andrea Frignani sul fatto che si tratta di una misura che avrà durata temporanea e non è irreversibile. Ho apprezzato molto l’arrivo a Mortara e la presentazione della nuova direzione strategica. C’è stato un segnale da parte loro di vicinanza nei confronti della nostra città e di questo non posso fare altro che ritenermi soddisfatto».

APERTURA Il sindaco di Mortara ha ricordato però di come «questo procedimento è stato preso dalla precedente direzione. Per mantenere e garantire degli standard di assistenza, hanno dovuto prendere questa decisione. Da parte mia, essendo presidente del consiglio di rappresentanza dei sindaci della provincia di Pavia, mi impegno a seguire e monitorare costantemente la vicenda. Spero che nel breve periodo possano essere messi nuovamente in servizio i posti letto temporaneamente sospesi, come mi ha riferito Frignani». Rassicurazioni e promesse che non hanno convinto fino in fondo il consigliere di minoranza Giuseppe Abbà, che aveva presentato una mozione, respinta da tutta la maggioranza proprio nel corso dell’ultima seduta, per richiedere maggiori informazioni sui tagli dei posti letto del nosocomio di Strada Pavese.

L’OPPOSIZIONE «Ci crederò solo quando vedrò il risultato – ci tiene a ribadire – capisco che la carenza di personale sanitario sia anche da ricondurre al numero chiuso della Facoltà di Medicina. Mi auguro che arrivi presto il risultato promesso dai nuovi vertici di Asst Pavia». Abbà a Mortara è stato tra coloro che hanno seguito più da vicino l’evolversi della questione tagli all’interno dell’ospedale cittadino. «Avevamo anche organizzato un presidio davanti all’Asilo Vittoria lo scorso 25 gennaio per protestare contro i tagli, contro il pesante ridimensionamento di altri reparti e per la chiusura del Pronto Soccorso che non ha fatto altro che intasare quello di Vigevano, dove i pazienti sono costretti ad attendere a volte anche giorni interi prima di essere ricoverati. Mi sento in dovere di ribadire che anche la tanto attesa Casa di Comunità all’Asilo Vittoria, presentata in pompa magna da Regione Lombardia e dall’amministrazione comunale, di fatto non ha portato a nessun servizio in più rispetto alla situazione che si registrava all’interno della struttura precedentemente. Di fatto si può considerare come una sorta di scatola vuota che necessita di essere riempita al più presto».

Edoardo Varese

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