Addio a Vincenzo Rosato, anima delle “Genti Lucane”

Politico d’altri tempi e sempre attivo per la sua comunità: Vigevano piange Vincenzo Rosato, 83 anni, spentosi lunedì notte dopo una lunga malattia. Ex consigliere comunale ed ex presidente dell’associazione delle Genti Lucane, Rosato era molto conosciuto nella città ducale, dove si era trasferito negli anni ’60.

RICORDO «Vincenzo Rosato era sicuramente l’anima dell’Associazione delle Genti Lucane – dice Michele Linsalata responsabile di Rete Cultura – con lui se ne va un pezzo della storia di Vigevano, un pezzo importante: emigrato, lucano, è venuto a Vigevano negli anni ’60. Ha scritto il libro “Il ragazzo del sud” nel quale racconta la sua storia, con la semplicità, sincerità, limpidezza che l’hanno sempre contraddistinto, assieme all’umiltà che ha sempre mosso ogni suo comportamento, gesto, parola. Era altruista, sempre pronto a dare una mano, ad aiutare chi aveva bisogno. Era venuto in città, come è accaduto in tanti provenienti dal sud, a cercare fortuna, a cercare lavoro ma è sempre rimasto legato alla sua Basilicata anche se, nello stesso tempo, è anche riuscito a creare un forte legame con la città ducale. E’ stato consigliere comunale con il massimo di voti di preferenza, questo a significare, l’empatia naturale che suscitava in modo spontaneo, ed è stato anche presidente del comitato di quartiere Brughiera, la zona dove ha abitato. Per l’Associazione delle Genti Lucane era lui, in persona, ad andare a cercare iscritti, era davvero unico, lo muoveva la passione vera per le cose che aveva nel cuore: mi piace ricordarlo come ‘il politico di una volta’, perché Vincenzo era davvero così».

IL COMMIATO I funerali si svolgeranno giovedì alle ore 14.30 in Duomo. Lascia la moglie Pina, due figli, un maschio e una femmina. «Mi dispiace, mi dispiace tanto – Valerio Bonecchi ex sindaco di Vigevano inizia così, a ricordare Vincenzo Rosato – ha avuto una vita di lavoro affrontata con grande umiltà: è arrivato a Vigevano quando non si affittavano gli appartamenti a chi arrivava dal sud e lui ha passato qualche notte, sotto un balcone. L’ho aiutato nella stesura del suo libro, aveva una limpidezza rara, era sempre pronto ad aiutare gli altri».

Isabella Giardini

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