Coronavirus, al Beato Matteo calano i ricoveri

«La mia impressione è che probabilmente abbiamo raggiunto il picco di contagi». Pietro Gallotti, direttore generale dell’Istituto Clinico Beato Matteo, avanza questa ipotesi perché «questa settimana sono diminuiti gli accessi dal punto di vista numerico, vale a dire i ricoverati sono stati meno rispetto alla settimana scorsa. Le ambulanze a sirene spiegate in Clinica ci sono state anche in questi sette giorni, ma devo registrare una leggera, significativa, diminuzione delle stesse». Insomma la sensazione è che stia andando meglio: «Sì, i reparti sono sempre pieni, ma avendo attivato il reparto di riabilitazione respiratoria possiamo seguire di più i pazienti acuti e comunque anche lì il numero diminuisce poiché i pazienti reagiscono alle cure. Possiamo dire di aver raggiunto il plateau, per lo meno a me sembra così».

BILANCIO PROVVISORIO Ed è il momento di prime valutazioni, per Gallotti la situazione drammatica che si è venuta a creare in tutto il paese «si poteva evitare attuando una comunicazione corretta. Mi spiego, aver detto “non affollate i Pronto Soccorso è stato l’errore più dannoso perché si sono lasciati fuori coloro che avevano necessità di un intervento immediato: si doveva informare correttamente la gente. Questo voleva dire: se hai sintomi quali la tosse, la febbre alta che non scende, se ti manca il respiro devi subito andare in Pronto Soccorso: lì con gli esami standard e con quelli che si sono dimostrati determinanti per “stanare” velocemente la presenza di polmoniti, quali la Tac e altri, siamo riusciti a migliorare il quadro clinico di molti ricoverati». Qual è lo scenario futuro? «Consiglio di non abbassare la guardia: adesso andremo incontro al momento più delicato, ci sono molte persone che non sanno di aver avuto il coronavirus poiché hanno avuto sintomi lievi. Proprio questi sono i soggetti potenzialmente più pericolosi perché non sanno di essere contagiosi e, accanto a una persona sana, potrebbero essere la causa di una probabile infezione».

MASSIMA ALLERTA Non abbassare la guardia, quindi. Soprattutto se si guarda avanti: alla Pasqua, a momenti che fanno ricordare grandi tavolate imbandite con tanti commensali. «Quest’anno non sarà possibile festeggiare la Pasqua allestendo pranzi o cene dai molti invitati: occorre continuare a mantenere lo stile di adesso. E’ assolutamente necessario».

Ho detto che abbiamo raggiunto il picco dei contagi, non ho detto che non c’è più nessun contagiato, non ho detto che abbiamo trovato la cura per sconfiggere il virus: l’attenzione, la precauzione devono essere ancora altissime

Isabella Giardini

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