Il Gifra in festa per gli 80 anni di padre Ringo

Tutto il Gifra in festa per il compleanno del suo “cavaliere”. Così lo ha definito padre John, fratello di sangue e in spirito, nei festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno di padre Ringo, al secolo Emilio Perego, andati in scena domenica sera nelle sale dell’associazione francescana di corso Genova. Una figura dell’immaginario cavalleresco, quella tirata in ballo da padre John (all’anagrafe Giovanni Perego), per rivendicare l’affezione e le “battaglie” condotte da Ringo a difesa della sua comunità e dell’associazione Gifra, la Gioventù Francescana vigevanese fondata nel 1975 dai due fratelli insieme a frate Costantino e ancora attiva e vitale oggi. A Vigevano, d’altra parte, i due frati sono conosciuti da tutti, tanto da aver ricevuto nel 2020 la cittadinanza onoraria.

LA MAPPA Del Gifra Ringo e John sono sempre stati paladini senza paura, un po’ Orlando con Oliviero e un po’ don Chisciotte con Sancho Panza, tanto seri nella catechesi quanto pronti a scatenarsi sul campo da calcio con i loro ragazzi, capaci di coinvolgere svariate generazioni e persone di ogni età avvicinandole a un’esperienza cristiana nel solco di san Francesco e all’insegna della parola chiave “fraternità”. E a vedere la folla assembrata nei saloni dell’oratorio domenica sera, c’è da crederci. A presenziare c’era infatti tutta la comunità che fa riferimento al convento dei frati cappuccini di Vigevano: le teste, alcune ormai canute, di chi era ragazzo negli anni ‘70, quando Ringo e John arrivarono in terra ducale radunando attorno a sé un folto gruppo di giovani, e via via tutte le generazioni successive, molti con prole a seguito, fino ad arrivare agli “Zoomer”, i ventenni di oggi.

«In tutti questi anni di battesimi, comunioni, cresime, matrimoni – ha detto con gli occhi lucidi e la voce rotta frate Ringo – ho conosciuto tante persone e incontrato tanti volti. C’è una mappa in cui conservo tutti i nomi, è qui, dentro di me, nel mio cuore».

IL GIFRA A essere rappresentati anche i gruppi che hanno animato la vita dell’associazione in questi anni: il coro, la compagnia teatrale, le squadre di calcio e pallavolo, i catechisti, i terziari, gli animatori dei centri estivi (storicamente, in casa Gifra, chiamati “assistenti”), i volontari di mensa e armadio dei poveri, i cuochi e i camerieri della sagra di Sant’Antonio. «Voi siete la storia – ha affermato Andrea Colli, membro del direttivo del Gifra, a nome di tutti – ma noi ci siamo, ci siamo sempre stati e ci saremo, anche se a volte non quanto voi vorreste». Presenti anche gli altri frati del convento, gli amici di sempre e la famiglia, quel “clan” di Osio (paesino del Bergamasco di cui sono originari i due frati) ormai di casa anche in terra vigevanese. Padre Ringo, in informale tuta dell’Atalanta al posto del saio, ha accolto gli auguri con un sorriso sornione: ma quando tutti i presenti («Giovani e ragazzi – per citare il testo della canzone uomini e bambini») hanno intonato l’inno del Gifra, ha fatto capolino anche una malcelata commozione.

DAI FRUTTI Nel segno di un amore con cui Ringo ha vissuto la sua intera vocazione, sin da quando era fratino. Non a caso durante i festeggiamenti padre John, nel suo stile un po’ picaresco da buon Sancho, ha riflettuto sul fatto che «un solo comandamento di Gesù io sono sicuro che mio fratello non abbia mai rispettato ed è “ama il tuo nemico”. Non ce n’è mai stato bisogno: perché noi, di nemici, non ne abbiamo mai avuti». Dal canto suo frate Giuseppe Fornoni, da poco guardiano del convento dei cappuccini, ha presentato un dono da parte di tutta la comunità, il disegno di un albero con i rami, ma senza foglie, chiamando ciascuno dei presenti a completarlo disegnandone una con all’interno gli auguri da rivolgere a Ringo perché «ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore».

Af, Gds

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