Mense, tutti mangiano… pochi pagano

A Vigevano la questione mense scolastiche sta assumendo dimensioni preoccupanti. Cresce infatti il numero di famiglie che non pagano il servizio e, in alcuni casi, i genitori non provvedono neppure a fornire ai propri figli un pasto alternativo portato da casa. Una doppia criticità che rischia di trasformarsi in un problema sociale.

MOROSITÀ ECCESSIVA Secondo i dati raccolti dall’amministrazione comunale, la cifra complessiva di morosità ammonterebbe già a diverse decine di migliaia di euro. I bene informati dicono che l’insoluto ammonta a 40mila euro. L’assessore alla ristorazione scolastica, Massimo Boccalari, spiega: «Gli insoluti hanno superato il limite di morosità tollerabile. C’è una soglia fisiologica che è stata superata e la morosità è in aumento». Il nodo, sottolinea l’assessore, non riguarda solo la sostenibilità economica del servizio.

Al netto dei casi validati dai servizi sociali, che sono già esentati dal pagamento della mensa – continua Boccalari – altri non forniscono nemmeno il pasto domestico al proprio figlio. Questo atteggiamento fa sommare al mancato pagamento anche il problema di trovarsi davanti a uno scolaro che non ha nulla da mangiare.

AFFIDO ALLA SODEXO Dal dicembre 2024 la gestione delle mense è affidata alla Sodexo di Cinisello Balsamo, con un contratto da 12,7 milioni di euro in vigore fino al 31 agosto 2027, prorogabile al 2029. Un affidamento che ha rappresentato una svolta per le cucine scolastiche vigevanesi, con l’azienda che si è aggiudicata la gara grazie a un ribasso strategico sul costo pasto, sceso dai 6,04 euro della base d’asta ai 5,80 euro offerti.

SERVE RECUPERARE Intanto, il tema dei mancati pagamenti resta al centro del dibattito. «Stiamo cercando, assieme alla ditta e ai dirigenti scolastici, il modo per sensibilizzare le famiglie – osserva Boccalari – L’atteggiamento di chi non paga e magari porta il figlio a scuola con il Suv, o di chi non fornisce il pasto domestico, non può più essere tollerato». Durante l’ultima riunione con i dirigenti scolastici, tenutasi martedì, sono state avanzate alcune ipotesi per affrontare la situazione, ma senza soluzioni definitive.

CHI MANGIA PAGA «Non abbiamo la bacchetta magica – ammette l’assessore –. Il servizio mensa inizierà il prossimo 18 settembre. È fuori luogo pensare di dividere in luoghi separati chi ha pagato e chi ha debiti. Non si tratta in alcun modo di penalizzare, ma di individuare soluzioni concrete. Il recupero dei crediti spetta al Comune, e nessuno vuole arrivare a decisioni drastiche. Tuttavia ribadisco: gli insoluti hanno superato il limite di morosità che un Comune può tollerare».

SERVE RECUPERARE Per ora l’amministrazione e i dirigenti scolastici stanno elaborando linee guida condivise, nella speranza di contenere il fenomeno. Una nuova riunione è già fissata dopo il 18 settembre, quando il servizio sarà partito. L’obiettivo è chiaro: garantire il diritto al pasto a tutti gli studenti, senza compromettere in modo sostanziale l’equilibrio del bilancio comunale.

Isabella Giardini
(ha collaborato Ms)

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