Semaforo verde sui lavori per le strade di collegamento al nuovo ponte sul Ticino. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso presentato dalla Vicos, l’azienda classificatasi seconda nella gara di appalto si era rivolta in un primo momento al Tar, perché contestava che nella documentazione, presentata dalla ditta vincitrice, Rti, ci fosse un’autorizzazione scaduta.
RICORSI Il tribunale amministrativo regionale ha però respinto il riscorso dell’impresa che ha quindi deciso di appellarsi al Consiglio di Stato ma il risultato finale non è cambiato, visto che nella sentenza di giovedì 26 giugno ha dato ragione alla Provincia di Pavia, la stazione appaltante per la costruzione dell’opera infrastrutturale. Ora la Provincia può procedere
con la firma del contratto – spiegano dagli uffici provinciali – che arriverà entro le prime due settimane di luglio. Subito dopo il cantiere sarà consegnato a Rti, l’impresa che ha vinto l’appalto. Le rampe d’accesso, se tutto procederà per il verso giusto, saranno pronte con dodici mesi di lavori.
L‘Rti aveva presentato l’offerta con un ribasso del 12,36% rispetto all’importo iniziale previsto per i lavori, aggiudicandosi così l’appalto per quai 8 milioni di euro. Il tracciato complessivo dell’opera è di circa 1.700 metri compresi i 488 del tratto del ponte, con particolare rilievo per la sponda abbiatense.

ITER INFINITO O QUASI Quello del ponte sul Ticino, opera di importanza strategica per Vigevano, al pari della tratta C della Vigevano-Magenta, sembrava un cantiere senza fine, una storia fatta di ritardi, lungaggini e imprevisti. A partire dalla sua edificazione: dalla posa della prima pietra nel 2011 è occorso attendere il novembre 2023 per vedere il ponte terminato. Dodici anni nei quali è successo letteralmente di tutto: dopo il fallimento di due aziende e il licenziamento della Polese a inizio 2019, piazza Italia ci ha messo due anni (anche a causa della pandemia) per individuare la ditta per completare il collegamento (rimasto “monco” di una ventina di metri), appalto poi andato al Consorzio Pangea. Nel novembre del 2023, finalmente l’ultimo collaudo. Una telenovela che ha avuto un sequel, o più che altro uno spin-off: perché a viadotto concluso, si è poi passati alla parte burocratica, con la Provincia che ha annunciato e poi rimandato per mesi la redazione del bando per la realizzazione delle strade di raccordo. E come se non bastasse contro il bando ha poi presentato l’azienda seconda classificata, causando un’ennesima impasse conclusa settimane fa col rigetto del ricorso da parte del Tar.
Edoardo Varese



