Vigevano: Moreschi, partite le lettere di licenziamento

Cala il sipario sulla Moreschi. Lunedì 6 maggio sono partite le lettere di licenziamento dei 59 dipendenti della Moreschi di Vigevano. I sindacati e i vertici aziendali lo scorso 4 maggio hanno siglato un accordo complessivo sui licenziamenti, ma anche sul versamento delle spettanze arretrate. L’intesa è stato raggiunta all’unanimità dai lavoratori della Moreschi per poi essere ratificata in Regione Lombardia. «La proprietà ha preso l’impegno di pagare gli arretrati entro la fine di maggio – fa sapere Michele Fucci, segretario provinciale di Filctem Cgil Pavia – precisamente in tre soluzioni: 10 maggio, 20 maggio e 31 maggio. Questi sono i termini dell’intesa che è stata raggiunta. Gli stipendi mancanti verranno versati. Si tratta di un compromesso che abbiamo deciso di accettare, sia perché il pagamento degli stipendi è sicuro, sia perchè è stata introdotta la clausola di salvaguardia». Cercare di limitare i danni per quanto possibile.

L’ACCORDO Tfr, fondi integrativi e le altre spettanze, tra cui quelle di fine rapporto verranno invece corrisposti in due tranche: «La prima, quella pari al 30 % entro il 30 giugno – sottolinea Fucci – mentre la seconda, del 70 % entro il 15 luglio. Certo, c’è rammarico perchè non si è riusciti a evitare che avvenissero i licenziamenti, ma l’aspetto importante ora è che i dipendenti ricevano tutti i pagamenti rimasti arretrati». Lo storico calzaturificio ducale è comunque prossimo alla chiusura, lo stabilimento di via Cararola sarà liberato entro settembre (i pochi dipendenti rimasti, legati all’ambito del controllo qualità e della modellistica, saranno spostati in un altro stabile) mentre la produzione è già stata spostata in altre regioni.

ATTESA Non se la stanno passando meglio nemmeno gli operai in sciopero della Fiscatech, visto che non accettano la proposta di trasferimento in Friuli Venezia Giulia a Cormons, avanzata dall’azienda. Una proposta che però non avrebbe lasciato particolari margini di scelta, visto che l’alternativa al trasferimento in una località situata a 450 chilometri di distanza da Vigevano, sarebbe stato il licenziamento, con un incentivo di 3000 euro lordi per i lavoratori sopra i 55 anni e 1500 per gli Under 55.

La proposta era stata avanzata la scorsa settimana, ma è stata bocciata in assemblea – sottolinea Fucci – gli operai non hanno accettato ciò che proponeva l’azienda e attualmente sono in sciopero. Nemmeno a noi stavano bene i termini previsti.

I dipendenti di essere trasferiti in Friuli Venezia Giulia non ne vogliono sapere, così come non minimamente intenzionati a presentare le dimissioni. «Quello che possiamo fare è aspettare di vedere se durante l’arco di questi giorni ci saranno ulteriori sviluppi. Bisogna capire se la Fiscatech sarà intenzionata ad avanzare nuove proposte per gli operai. Noi speriamo di essere contattati al più presto in modo da raggiungere un accordo, nel rispetto e nella tutela di chi ha lavorato per l’azienda per tanti anni. La ditta ad ogni modo chiuderà. I primi trasferimenti prenderanno il via il 15 maggio».

Edoardo Varese

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