Un abitante su 60 ha la licenza. L’Italia è un Paese armato?

Quante armi ci sono sul territorio nazionale, escluse quelle in dotazione alle forze dell’ordine? Stando ai dati ufficiali della Polizia di Stato, in Italia le licenze in corso di validità a fine 2021 erano 1.222.537 ed è un dato in calo rispetto agli anni precedenti. Infatti nel 2020 le licenze erano 1.286.541. Di fatto un italiano ogni 60 ne possiede una, che permette di possedere un massimo di 3 armi da sparo, 12 a uso sportivo, un numero illimitato di fucili da caccia (e anche fino a 200 cartucce per arma comune, 1500 per fucili da caccia, 5 chili di polvere da caricamento, 8 armi di importanza storica). Per sapere però se le armi in mano ai privati sono tante o poche occorrerebbe conoscere il dato dei nulla osta – rilasciati contestualmente all’acquisto – che non è pubblico. E sul territorio di Vigevano e Lomellina qual è la situazione?

FOCUS «Il mercato è basso, non perché non si vendono più armi – racconta il proprietario dell’armeria “Lo scudo II” – ma perché la gente è senza soldi. Noi siamo un settore secondario. Ci sono tante persone che vengono a cercare delle armi, ma poi comprano solo se hanno una disponibilità finanziaria superiore alla media oppure coloro che risparmiano molto, privandosi di altre cose, e decidono di comprare quello che gli serve». Non è dato sapere però il numero dei nulla osta, rilasciati quando si acquista un’arma. La licenza più diffusa è quella per uso venatorio, che autorizza al porto di fucile per uso caccia nei periodi della stagione venatoria. Rara invece la licenza per difesa personale, in quanto per ottenerla, oltre alla maggiore età, bisogna disporre di un motivo valido che giustifichi il bisogno di andare in giro armati.

COLLEZIONISTI Ma come funziona il mercato delle armi? «Ci sono due tipi di armi: comuni e da guerra – prosegue il titolare de “Lo scudo II” – Il nostro è un misto di lavoro artigianale e commerciale. Per fare tutto ciò servono licenze specifiche. Noi compriamo da privati oppure da fabbricanti che le producono, dopodiché le vendiamo, oppure le ripariamo e le restituiamo al proprietario o le vendiamo». Per comprare delle armi «bisogna avere un porto d’armi». Inoltre «non c’è una cosa solita che chi compra cerca, il settore è suddiviso in varie tipologie: dal cacciatore, al tiratore, al collezionista, un po’ come i quadri. Vengono vendute tutte le armi comuni, è un settore molto ampio. Parlando in ambito di caccia, chi pratica il tiro a piattello cerca fucili da piattello, chi fa il cacciatore acquista fucili da caccia, chi caccia uccelli di piccola taglia compra fucili con piccolo calibro, insomma dipende dalle esigenze del cliente. Per quanto riguarda le armi da tiro, dipende da che tiro si pratica, ad esempio se si pratica tiro lungo a distanza si comprano carabine che siano di un grosso calibro, se si fa tiro al poligono, si comprano carabine particolari che abbiano le caratteristiche che rientrano nelle richieste dell’Unione Italiana tiro a segno». Dove si vendono le armi?

Su tutto il territorio nazionale e nei paesi che sono autorizzati dal nostro governo ad acquistarle. Attualmente c’è una buona richiesta da parte dell’estero, per comprare delle armi, soprattutto da caccia.

Giulia Beretta

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