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    HomeDiocesiA don Luca il dono del Presbiterato

    A don Luca il dono del Presbiterato

    Condurre all’unità nello Spirito, nella difficile realtà del dramma segnato dalla menzogna e della provocazione, che è la storia dell’uomo. É il mandato che il vescovo Maurizio Gervasoni ha ricordato a don Luca Gasparini pochi istanti prima della sua consacrazione presbiterale, avvenuta sabato pomeriggio, in Cattedrale. Prendendo spunto dalla prima lettura, nella quale Paolo affidava ad alcuni presbiteri la cura pastorali delle loro comunità, il Vescovo ha tratteggiato il senso del ministero sacerdotale, non senza aver prima ricordato a tutti i presenti che «il dono del presbiterato è un dono per tutta la Chiesa».
    Nel definire questo particolare ministero, centrale nella vita della Chiesa, mons. Gervasoni lo ha collocato all’interno della conduzione umana, «un dramma forte, continuo, di morte e di vita», un dramma che «ci riconduce alla ragione profonda della nostra libertà, la cui chiave non è in nostro possesso e tuttavia non possiamo che adoperarla noi». Il dramma è rappresentato dalla presenza di lupi rapaci, persone che cercano di convincere ad atteggiamenti, verità e comportamenti che non corrispondono al Vangelo di Gesù. Mons. Gervasoni ha ricordato che «è un dramma che è anche dentro di noi: noi stessi siamo disposti ad accogliere le illusioni che noi desideriano per noi stessi».
    É per questo che «come Paolo, io affido te, don Luca, alla Parola e alla sua Grazia, alla Parola della Grazia del Signore». Il Vescovo ha sottolineato: alla Parola e alla Grazia. «Non ti affido – ha proseguito – un compito strutturato da eseguire, una Parola strutturata che devi conoscere anche criticamente e applicare. Ti affido alla Grazia del Signore, che muove la tua libertà e la spinge a cercare la Verità, che altro non è che il Signore Gesù», perchè, ha aggiunto, «il ministero del Presbitero è il ministero del discepolo che riceve il compito di condurre all’unità tutti coloro che trovano in Gesù la radice della loro libertà e che fanno di tutto per essere correttamente e totalmente docili al ministero di Gesù. In un contesto di dramma e di difficoltà, di menzogna e di provocazione che è esattamente la nostra storia». Nel definire sempre più i termini del ministero sacerdotale il Vescovo si è rivolto direttamente al cuore di don Luca.
    «Non devi credere – ha detto – che le tue capacità ti aiuteranno a risolvere il problema della Verità: è la capacità di affidarsi al Signore, a Gesù, e a cercare con tutto il cuore l’unità, che tutti quelli che conoscono Gesù, ne conoscono e ne riconoscono la voce seguano il Pastore, permettere a tutti di fare l’esperienza di conoscere e riconoscere Gesù lasciandosi muovere dalla sua Parola, facendo quello che Egli dice di fare, cioè condividendo lo stesso Amore di Gesù». E questo Amore ha un segno preciso: fare la volontà del Padre, perchè noi avessimo la vita. Nel ricordarlo, il Vescovo ha sottolineato che «questo si realizza nella Comunione dell’Amore, che è una Comunione crocifissa, ma anche una Comunione risorta».
    A don Luca ha ricordato che «per poter essere un buon Presbitero devi assolutamente essere un buon discepolo, altrimenti non sarai mai un buon Presbitero: non è un problema di competenze professionali o critiche dottrinali, è un problema di profonda partecipazione spirituale. E soltanto se troverai Gesù nella tua vita come colui che ti chiama e che ti dice di metterti dietro a seguire lui, come ha fatto lui, dando la vita per gli altri nella volontà del Padre, potrai guidare gli altri alla Verità. Altrimenti rischerai di essere anche tu un lupo rapace, uno che confonde e affascina ma non conduce alla Verità».
    Emblematico l’episodio di Emmaus, nel quale i due protagonisti riconoscono il Signore proprio nel Messia crocifisso. «Questo è il dramma della vita degli uomini – ha detto mons. Gervasoni – ma questa è anche la radice della Salvezza che è affidata al tuo ministero, come affidamento alla Grazia della Parola che libera il cuore e unisce gli animi». Nel passaggio finale della sua riflessione mons. Gervasoni ha affidato don Luca alla Parola della Grazia del Signore, perchè il Signore sia con lui. «Il Signore – ha concluso – ti aiuti e ti protegga sempre».

    Carlo Ramella

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