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sabato, Aprile 17, 2021
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    Dal Senato si chiede un commissario per la Vigevano-Malpensa

    La commissione lavori pubblici del Senato indica la Vigevano-Malpensa tra le opere da “commissariare” per velocizzarne la costruzione. Potrebbe esserci una svolta sul fronte della “superstrada”: nei giorni scorsi la Commissione lavori pubblici del Senato ha infatti approvato il parere al Governo sul commissariamento delle infrastrutture urgenti del paese. Una revisione alle regole in materia di grandi opere con lo scopo di far partire, e in fretta, alcune infrastrutture ritenute importanti per lo sviluppo del paese e già in possesso di determinati requisiti (fondamentalmente, un iter già avviato): tra queste è stato fatto anche il nome del collegamento stradale tra la città ducale e il Milanese, al centro di una querelle pluriennale e la cui realizzazione sembra impantanata tra i meandri della burocrazia.

    A rivelarlo è il senatore pavese del Pd Alan Ferrari, che ha partecipato ai lavori della commissione: «Grazie alla proposta avanzata dal relatore Vincenzo D’Arienzo siamo riusciti a far rientrare tre importanti opere che riguardano il territorio pavese: il collegamento Vigevano- Malpensa, la manutenzione dei ponti sul Po e il quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Pavia – fa sapere Ferrari – continueremo a sollecitare il Governo affinché confermi queste scelte e nomini il prima possibile i commissari di queste opere, così centrali per lo sviluppo di Pavia e che hanno bisogno di correre». Il modello da seguire sarebbe quello utilizzato per il completamento del ponte Morandi di Genova, con la nomina di un commissario che possa sbloccare e velocizzare il complesso iter di realizzazione delle opere “incagliate”.

    Vigevano cartello ponte Ticino

    SU FRONTI OPPOSTI Più che di procedura, però, la questione della “superstrada” vigevanese è strettamente politica: dopo lo stop imposto dal Tar e la correzione della Via, l’iter dell’attuale progetto è formalmente corretto e attende solo l’ok dai competenti Ministeri. A livello di municipi, sono due i blocchi che si sono visti contrapposti sull’opera: da una parte il “fronte del sì” composto dai comuni di Vigevano, Abbiategrasso, Ozzero, Magenta e Robecco, dall’altro quello del “no” con in prima fila le amministrazioni di Albairate e Cassinetta, con in più Città Metropolitana che non ha mai espresso simpatia riguardo all’attuale progetto.

    Nella precedente legislatura, il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli (del Partito Democratico) non aveva oltretutto mai nascosto di essere contraria al progetto, tanto da annunciare in un’occasione pubblica nello scorso autunno (un dibattito al Politecnico di Milano) un imminente nuovo piano di lavoro, che avrebbe cancellato il precedente e che sarebbe uscito entro la fine del 2020. Il rinnovo del progetto auspicato da De Micheli non è mai arrivato, ma anche quello attuale (l’unico a ora approvato) resta nel limbo: cambiato il capo del dicastero (ora c’è il “tecnico” Enrico Giovannini) compito del commissario, se mai sarà nominato, sarà probabilmente quello di trovare una mediazione tra le diverse parti in gioco almeno per la realizzazione del tratto Vigevano- Magenta, parte di strada che non troverebbe quasi nessuno ostile e soprattutto quella più utile per il territorio lomellino.

    Alessio Facciolo

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