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venerdì, Ottobre 23, 2020
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    Intercategoriale, otto punti per il rilancio di Vigevano

    Otto punti per dare un futuro a Vigevano. Con la campagna elettorale alle porte e la crisi economica legata al coronavirus che si annuncia per aggiungersi a quella del 2008 e a una stagnazione che per la città ducale è trentennale, il Comitato intercategoriale chiede di avviare un dibattito con i candidati sindaco e con la cittadinanza a partire da un documento congiunto elaborato da industriali, artigiani e commercianti. «Un contributo che diamo a chi si candiderà a guidare la città – dichiara Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Imprese Lomellina – e ha l’ambizione di alzare il tiro: l’obiettivo è rilanciarci nel lungo e non nel breve periodo».

    MAGNETE SPENTO Il cuore della sfida è relativo alla capacità di Vigevano di essere attrattiva: «Vediamo nel nostro territorio grandi potenzialità – afferma Alberto Cazzani, che guida il Comitato – perché abbiamo una posizione geografica invidiabile e una città che ha dimensioni tali per essere attrattiva per aziende e persone». Secondo le categorie produttive il nodo su cui puntare, come spiega sempre Cazzani, sono

    «sanità, deve essere di livello e qui il punto di partenza è buono, formazione, pensiamo soprattutto alle superiori, e mobilità, che potremmo definire “smart”».

    Si tratta di «tre pilastri che sono già stati testati all’estero e sono fondamentali per la ripresa», commenta Renato Scarano, presidente di Ascom. In tutti gli ambiti citati il tema centrale sono le infrastrutture materiali e immateriali: strade, ferrovie, edifici, ma anche dati e persone.

    I PUNTI I progetti dell’intercategoriale riguardano la mobilità con la realizzazione del ponte sul Ticino, della Vigevano- Magenta, un intervento sulla ferrovia e la fibra ottica diffusa, la valorizzazione del Castello, con una governance pubblico-privata ad hoc sotto forma di associazione o di fondazione, l’iniziativa “Shoe tech valley” per rilanciare il distretto calzaturiero, il marketing territoriale per rendere la città appetibile per le imprese di ogni genere, l’introduzione di un “Town center manager” ovvero un professionista che aiuti il Comune a trasformare il centro storico in un centro commerciale d’eccellenza, la creazione di “vuoti”, andando a demolire edifici ormai in stato di degrado per migliorare il paesaggio urbano e la vivibilità, la costruzione di un polo scolastico unico, la predisposizione di un nodo di interscambio ferro-gomma con mobilità dolce (bici e simili) in stazione.

    alberto cazzani
    Alberto Cazzani

    KNOW HOW Un piano ambizioso che è sostenibile solo aggiungendo un’altra parola chiave: competenza. L’unica materia prima che consente di reperire tutte le altre risorse – economiche, materiali, umane – senza le quali ogni programma, anche il più lungimirante, resta sulla carta; un elemento su cui Vigevano ha smesso d’investire nella selezione della classe dirigente. Non a caso da un lato Scarano sottolinea l’importanza di un manager del centro come «base del rilancio», mentre da un lato Grechi auspica di «istituzionalizzare il confronto tra pubblico e tessuto produttivo non in un momento successivo ai provvedimenti, bensì antecedente» e Cazzani si concentra sulla formazione:

    «Riteniamo funzionale un poli-liceo con moltissimi spazi e servizi, anche con edifici residenziali per chi arriva da fuori. L’idea è quella di un campus in stile anglosassone che attragga studenti e docenti».

    Tuttavia un sistema scolastico all’inglese, che pure ha i suoi limiti, richiederebbe un adattamento non solo della scuola secondaria di secondo grado, ma anche di quella di primo grado e della primaria per essere efficace, difficili da verificare. Un’alternativa potrebbero essere gli Istituti tecnici superiori, intermedi tra secondaria e università, dedicati alla formazione di tecnici specializzati attraverso la modalità organizzativa della Fondazione, che unisce Comune, scuole, università, aziende? «L’Its fa parte dell’idea di campus – chiosa Cazzani – stiamo lavorando da tempo con Regione per un progetto concreto».

    Giuseppe Del Signore

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