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martedì, Dicembre 7, 2021
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    HomeVigevanoProvinciali Pavia, a Piazza Italia finestra con vista (su Milano e Roma)

    Provinciali Pavia, a Piazza Italia finestra con vista (su Milano e Roma)

    Tutti contro tutti. La politica pavese si spacca sulla candidatura a presidente della Provincia, ma se si guarda bene

    dietro la facciata di piazza Italia si nascondono quelle ben più maestose di Palazzo Lombardia, Palazzo Madama e Montecitorio e la data che conta non è tanto il 18 dicembre prossimo, quanto il 2023, quando si tornerà alle urne per le elezioni regionali e presumibilmente per le politiche e i posti a disposizione per i pavesi saranno molti meno che in passato

    a causa della riduzione del numero dei parlamentari decisa col referendum del 2020. Perfino un partito come la Lega, monolitico e abituato a non far trapelare posizioni eterodosse, tradisce nervosismo, per tacere del Partito democratico che non si fa mancare le divisioni.

    OSS Coronavirus 22-01 - Senato Palazzo Madama
    Palazzo Madama

    IL QUADRO Ricapitolando. In un contesto fluido al momento gli aspiranti alla successione di Vittorio Poma sono

    Giovanni Palli, sindaco di Varzi della Lega che ha ricevuto l’investitura ufficiale dal partito,

    Cristiano Migliavacca, primo cittadino di Lardirago made in San Genesio, sempre del Carroccio, che si è auto-candidato, Claudio Mangiarotti, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, che lo ha indicato. Sembra tramontata l’ipotesi di vedere in pista Andrea Ceffa, sindaco di Vigevano: «La mia posizione è la stessa dall’inizio – dichiara il diretto interessato – non mi sono auto-candidato e ringrazio Guardamagna, Facchinotti e chi pubblicamente o privatamente ha pensato che potessi assolvere questo ruolo»

    Se serve per trovare una sintesi sono disponibile, altrimenti decida il movimento. La scelta che ha fatto mi sembra legittima

    «evidentemente il commissario provinciale ha ritenuto che negli equilibri complessivi fosse quella più opportuna». Se a destra c’è abbondanza, manca ancora il nome del centrosinistra, che è stato spiazzato dalla decisione della direzione provinciale del Pd di aprire a un’alleanza con la Lega – a cui Fdi è ostile – scelta che ha provocato le dimissioni del segretario pavese, la deputata Chiara Scuvera, favorevole all’alleanza dei “progressisti” proposta a livello nazionale da Enrico Letta. Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Articolo 1 e Sinistra Italiana restano alla finestra, anche se i tempi sono stretti perché il termine ultimo per presentare le liste è il 28 novembre.

    Provinciali Pavia Giovanni Palli Elena Lucchini
    Giovanni Palli (sindaco di Varzi) con la deputata Elena Lucchini

    LA PARTITA Questa tuttavia è solo la superficie. Partendo dalla Lega, in Lomellina ci si aspettava che prevalesse Ceffa e un importante luogotenente del partito come il pavese Gian Marco Centinaio ha dichiarato a La Provincia Pavese che «sosterrà Palli», ma precisando «io puntavo su Andrea Ceffa» e sottolineando che «a Vigevano hanno scelto di fare altro». Un’indicazione irrituale e precisa che fa il paio con chi in città si chiedeva se fosse meglio prendere l’uovo oggi (la Provincia) o la gallina domani (il Parlamento), col rischio di rimanere a mani vuote. E se a Vigevano la divisione è stata davvero su questo, vuol dire che accanto alla carta Ceffa c’è quella dell’ex sindaco Andrea Sala, quasi una questione di famiglia. «Non penso fosse questo il significato delle parole di Centinaio – afferma Ceffa – capisco chi sostiene che questa potesse essere un’opportunità per la Lomellina, a maggior ragione faremo valere le nostre ragioni quando si insedierà il nuovo presidente, in particolare sui temi infrastrutturali». Al di fuori della città ducale, non sono note le posizioni degli onorevoli Elena Lucchini e Marco Maggioni, finora non ha parlato neanche Angelo Ciocca, l’europarlamentare capofila del “gruppo di San Genesio”, che secondo rumors e virgolettati non meglio identificati che viaggiano sulle chat della politica pavese, sarebbe irritato dal metodo seguito. Non si esclude che i 20 sindaci Lumbard possano riunirsi per “trovare una sintesi” e a quel punto Palli sarà confermato… o “impallinato”, secondo chi ritiene che Ciocca non abbia intenzione di stare a guardare e vede il suo zampino anche nella cavalcata solitaria di Migliavacca.

    VIG Pd Emanuele Corsico Piccolini
    Corsico Piccolini

    A SINISTRA Altrettanto accesa la querelle in casa dem. Ancora una volta la spaccatura arriva fino a Vigevano: da una parte il direttivo che a maggioranza ha approvato una nota in cui si mette nero su bianco che «non ci riconosciamo nel metodo, privo di coinvolgimento e consultazione della base», dall’altra il consigliere provinciale uscente Emanuele Corsico Piccolini che ha tenuto a dire che «in ragione delle inesattezze e dei faziosi contenuti, preciso che non condivido il documento e non mi sento rappresentato», rinsaldando l’inedito ponte che lo vede insieme ai compagni Giuseppe Villani, Daniele Bosone, Alan Ferrari e… Matteo Salvini. Sperando che anche qui, alla fine, non manchino 23 metri.

    Giuseppe Del Signore

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