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    Riaperture tribunali, la Regione vota a favore

    Riaprire i tribunali chiusi per garantire i diritti fondamentali di cittadini e imprese. E’ questo quello che ha chiesto il Consiglio regionale della Lombardia che nella seduta di martedì 28 giugno ha approvato una proposta di legge al Parlamento. Il testo prevede la possibilità per le Regioni di richiedere al Ministero della Giustizia – attraverso apposite convenzioni – il ripristino delle funzioni giudiziarie dei tribunali ordinari e delle Procure della Repubblica nelle singole provincie dei loro territori. Ciò in considerazione di determinati parametri complessi come l’estensione geografica in rapporto al numero degli abitanti, il tasso di densità delle imprese, le infrastrutture e i trasporti, i flussi dei procedimenti e i carichi di lavoro degli uffici giudiziari. Un provvedimento nel quale, se venisse approvato a Roma, rientrerebbe a pieno titolo anche il palazzo di giustizia di Vigevano, chiuso da 10 anni e praticamente fin da subito al centro di una lotta politica per la sua riapertura: la città ducale, con la sua amministrazione e con l’avvocato Giuseppe Antonio Madeo (ultimo presidente dell’ordine forense cittadino) è stata in prima linea anche nella proposizione di questo Plp.

    Secondo la proposta di legge approvata, le spese di gestione e di manutenzione degli immobili che ospiteranno gli uffici giudiziari saranno a carico della Regione, mentre quelle relative alla retribuzione dei magistrati, del personale amministrativo e della polizia giudiziaria rientreranno nel bilancio dello Stato. Dieci anni fa il Decreto legislativo 155 del 7 settembre 2012, (“Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148”) aveva proceduto a una riorganizzazione degli uffici giudiziari, eseguendo un taglio lineare che in molti casi ha penalizzato imprese e cittadini allontanandole dal servizio giudiziario e riversando sul sistema i costi sociali della riforma.

    Invernizzi, Madeo, Mura e Ceffa in Regione

    «Con questa proposta di legge puntiamo ad avere poli giudiziari che possano fornire performance quantitative e, soprattutto, qualitative in linea con i bisogni e le necessità delle comunità di riferimento – ha dichiarato in aula la relatrice Francesca Ceruti, della Lega – Inoltre, la riapertura delle sedi giudiziarie di alcuni territori è un’occasione di ripartenza del tessuto commerciale e produttivo che ruotava attorno alle attività di Tribunali e Procure». La strada, comunque, è ancora lunga: incassato l’ok dalla Regione (la Lombardia, tra l’altro, non è neanche la prima ad approvarlo) ora la palla passa al Parlamento.

    «Sono molto contento – è il commento dell’avvocato Madeo – è la conclusione di un progetto nato nel maggio dell’anno scorso (con la presentazione al consigliere regionale Ruggero Invernizzi, di Forza Italia, al quale si è aggiunto poi il leghista Roberto Mura, proseguito con il convegno di luglio all’Auditorium Mussini e concretizzatosi con l’audizione dello scorso 18 maggio e con l’approvazione di questi giorni». La proposta ha ricevuto l’endorsement da praticamente tutto il consiglio regionale, con l’unica eccezione del Movimento 5 Stelle che si è astenuto. «Ora inizia un percorso nuovo, quello parlamentare: la proposta sarà trasmessa alla Commissione Giustizia, dove già sono in carico quelle di altre Regioni (Abruzzo, Marche, Toscana, Calabria, Campania e Sicilia, ndr) e alle quali si aggiungerà prossimamente anche quella della Liguria – spiega Madeo – la Lombardia ha però un peso specifico importante, essendo la regione che ha un quinto degli abitanti di tutta l’Italia».

    Un passo in avanti è stato fatto quindi, ma serve di più, come esorta l’ex presidente dell’ordine forense: «Oltre che a sperare che la legislatura non si interrompa troppo presto, bisogna che si senta con forza la voce della città e abbiamo bisogno che la politica, con i parlamentari di riferimento del territorio si prenda carico di questa situazione». Anche perché la battaglia per la riapertura del tribunale di Vigevano non coinvolge solo la città ducale, ma tutto il circondario: «Non mi stancherò mai di dirlo – conclude Madeo – la riforma del 2012, oltre impoverire il territorio di riferimento sul fronte della legalità, lo ha fatto anche dal punto di vista, sociale, culturale ed economico».

    Alessio Facciolo

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