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venerdì, Settembre 30, 2022
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    Tribunale, una firma per riaprire

    Un impegno sottoscritto a sostenere la riapertura del tribunale di Vigevano: sarà questo il documento che sarà fatto firmare a tutti i candidati di Camera e Senato che, sabato mattina, prenderanno parte all’incontro in Cavallerizza dedicato proprio al tema del ripristino del Palazzo di Giustizia ducale. L’incontro (dal titolo “I disastrosi effetti della chiusura degli uffici giudiziari per vigevano e per tutto il territorio – Quali proposte e impegni per il ripristino”), si svolgerà sabato 10 in Cavallerizza, a partire dalle ore 10. Organizzato dall’ amministrazione comunale, con l’avvocato Giuseppe Antonio Madeo (ultimo Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vigevano e da sempre in prima linea per la riapertura) e le associazioni Avvocatura Vigevanese e Associazione Italiana Giovani Avvocati, sarà finalizzato ad un confronto diretto tra istituzioni e società civile in merito alla ormai annosa questione della riapertura degli Uffici Giudiziari di Vigevano, considerati dagli organizzatori un «fondamentale punto di riferimento per lo sviluppo culturale, sociale ed economico dell’intero territorio, oltre che indispensabile presidio di legalità». «L’amministrazione comunale ha fatto pervenire l’invito a tutti i candidati di Camera e Senato di collegi uninominali e collegi plurinominali afferenti al nostro territorio per i quali è stato possibile al momento reperire un recapito – fanno sapere gli organizzatori – L’invito si intende però esteso anche ai candidati che non è stato possibile contattare, i quali possono mettersi in contatto con la segreteria del sindaco al numero 0381 299298, qualora intendessero partecipare». La caduta del governo Draghi a conti fatti ha vanificato l’approvazione del progetto di legge che aveva ricevuto l’ok da regione Lombardia lo scorso giugno, documento che chiedeva al parlamento la riapertura dei tribunali soppressi, tra i quali quello ducale. Infatti, una volta sciolta anticipatamente la legislatura, le Camere, come il Governo, restano in carica per l’ordinaria amministrazione e, soprattutto, per i provvedimento che presentano una certa indifferibilità: non il caso dei Plp per la riapertura dei palazzi di giustizia presentati da Lombardia, Sicilia, Calabria, Campania, Marche, Abruzzo e Toscana, che dovranno ripartire da capo con l’iter una volta formato un nuovo governo. Dell’eventualità era stato profeta (suo malgrado) l’avvocato madeo Madeo, che nella fase più acuta della crisi di governo aveva avvisato di come in caso di elezioni anticipate ci fosse «da augurarsi che la Lombardia approvi nuovamente e velocemente una nuova proposta di legge», da sottoporre poi alla nuova Commissione.

    Alessio Facciolo

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