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martedì, Settembre 29, 2020
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    Vigevano capitale cultura: la chiamata alle armi

    Il tempo stringe, ma non c’è fretta. Sulla presentazione del progetto per la candidatura di Vigevano a Capitale italiana della Cultura 2021 si è mostrato ottimista il sindaco Andrea Sala, che lo scorso giovedì 16 gennaio ha incontrato in sala consigliare gli esponenti delle associazioni culturali vigevanesi: una “chiamata alle armi”, usando le stesse parole del primo cittadino, per illustrare gli step da seguire e per chiedere alle realtà presenti il proprio contributo.

    La deadline è quella nota del 2 marzo

    per quella data il Comune dovrà mandare un documento (60 pagine, con caratteri e spaziature predefiniti, divise in una scheda per ogni “macroarea” individuata) dove, tra le altre cose, saranno illustrate tutte le attività culturali svolte in città. Il “dossier”, ha spiegato il sindaco, sarà compilato a partire dalle segnalazioni delle stesse associazioni: «La prima fase consiste nella presentazione di quello che già avviene. La filosofia è andare oltre alle bellezze artistiche, c’è un mondo culturale che va messo in luce». «Avevamo fiutato che in Lombardia non c’era grande movimento, ma non pensavamo di essere gli unici – ha continuato Sala – ora bisogna remare, ma senza agitazione». Il sindaco ha assicurato il suo impegno a riguardo sul fronte istituzionale: «Oggi ho incontrato le categorie produttive e la Soprintendenza e chiederò l’appoggio delle istituzioni ma anche di fondazioni e università».

    Il comitato interno, che gestirà la macchina burocratica, vedrà invece a capo la dirigente comunale Laura Genzini, che durante la serata ha illustrato ai presenti il format da rispettare, prendendo a esempio quelli presentati da Parma e Palermo, città vincitrici rispettivamente per il 2020 e 2018. «Non siamo qui per presentare un programma – ha chiarito la dirigente – ma per costruirlo insieme». E le associazioni? Al netto delle perplessità di alcune sulle tempistiche, hanno risposto presente, mostrando sostegno all’iniziativa. Lanciando già qualche suggestione sullo storytelling da utilizzare: «Gli eventi non sono sufficienti, serve qualcosa da rappresentare, un motivo per cui scegliere la nostra città – ha illustrato Michele Linsalata, presidente di rete Cultura – Vigevano, con la sua storia remota e recente, è il simbolo delle città di media grandezza».

    Puntare sulla rinascita delle middletown può essere la nostra scommessa

    In caso non si arrivasse a una vittoria finale, per Linsalata si tratterebbe comunque di un “porre le basi”: «Noi ci proveremo, nel caso non dovessimo riuscirci, Vigevano dovrà iniziare a lavorare per la prossima volta, tra due anni».

    Alessio Facciolo

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