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giovedì, Novembre 26, 2020
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    Vigevano Capitale della Cultura: sarà per un’altra volta…

    Sfuma il sogno di vedere Vigevano Capitale della Cultura 2022. La città ducale è rimasta esclusa dalla lista delle 10 finaliste diramata nella giornata di lunedì dal Mibact: a proseguire nella selezione, in rigoroso ordine alfabetico, saranno Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania e Volterra (Pisa). Vigevano, dopo aver inviato la propria candidatura, era nel lotto delle 28 aspiranti.

    Unica rappresentante lombarda, le chance vigevanesi si erano ridotte quando il titolo di Capitale della Cultura per il 2023 è stato assegnato d’ufficio a Bergamo e Brescia. Difficile, in effetti, che il riconoscimento fosse dato alla stessa regione per due anni di fila, come appurato anche dal sindaco Andrea Ceffa: «La nota ministeriale non contiene alcuna motivazione circa la nostra esclusione, ma sarà comunque cura degli uffici recuperare le informazioni tramite contatti con il Ministero. Vigevano, supportata anche dalla Regione, era l’unica città lombarda candidata, con un progetto ampio, articolato e condiviso con tutte le associazioni e gli enti culturali cittadini – è quanto comunica il primo cittadino – Per il 2023 invece, il Ministero ha già individuato come capitali della cultura le città di Bergamo e Brescia, duramente colpite dal Covid-19, offrendo loro un motivo di ripresa e la possibilità di proporre una nuova immagine che aiuti a cancellare quella straziante della primavera scorsa. È probabile dunque che la giusta e comprensibile decisione di individuare queste due città in Lombardia, abbia potuto costituire un elemento penalizzante per Vigevano».

    Vigevano dall'alto
    Veduta dall’alto del centro storico di Vigevano

    La giuria presieduta dal professor Stefano Baia Curioni (docente all’Università Bocconi di Milano e direttore della Fondazione Palazzo Te di Mantova), dopo aver esaminato le ventotto candidature pervenute, ha selezionato i dieci progetti finalisti, così come previsto dal bando: quello ducale, elaborato in pochi mesi sul finire dello scorso anno, era frutto come già detto di una “chiamata alle armi” del mondo culturale cittadino, che era stato invitato dall’amministrazione ad esporre e indicare iniziative e idee. Il tutto era stato oggetto poi del lavoro di sintesi di un pool di otto “saggi”, che aveva dato forma concreta al dossier inviato al Ministero. Ora per regolamento Vigevano dovrà aspettare almeno due anni prima di ritentare di rilanciare la propria candidatura. La sensazione di molti addetti ai lavori, a questo giro, era che le cose, pur non mancando nè di entusiasmo nè di competenza, fossero state allestite un po’ di corsa. Al prossimo appuntamento la città ducale dovrà farsi trovare pronta, una circostanza della quale è sicuro il sindaco Ceffa: «La nostra città ha da tempo intrapreso un percorso di crescita culturale importante che ci spinge a lavorare in questa direzione per presentare nuovamente la candidatura della nostra città».

    Alessio Facciolo

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