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mercoledì, Settembre 30, 2020
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    Vigevano e rifiuti, un cattivo rapporto

    Per carità, in altre città è ancora peggio, ma il livello di civiltà dei vigevanesi per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti è davvero basso, anzi molto basso. E anche le 115 sanzioni verbalizzatea partire dall’inizio dell’anno fino ad agosto, quasi tutte di 250 euro (contro i 102 dell’intero 2019), non sono riuscite ad arginare il malcostume diffuso in molti cittadini di non rispettare le regole di un corretto smaltimento. E’ questo, in sintesi, il messaggio trasmesso nel corso della conferenza stampa di martedì mattina a cui hanno partecipato il vice sindaco Andrea Ceffa, l’assessore Luigi Pigola, l’amministratore di Asm Isa Giorgio Tognon e il comandante della polizia municipale Enrica Castellani.
    «Ora che funzionano le fototrappole – precisa Ceffa – un deterrente importante c’è. Le sanzioni sono certamente utili per contenere questo fenomeno, però c’è ancora molto da fare su questo fronte. E’ una risposta comunque che dovevamo dare ai molti cittadini che invece le regole le rispettano puntualmente».
    Dalle parole degli amministratori emerge un palese sconforto perché, dopo il recupero dei sacchi “irregolari”, passano pochi minuti e c’è sempre il furbo di turno che “rifornisce” la zona ripulita. Insomma, se in tanti altri paesi della Lomellina, la raccolta differenziata varia tra il 70 e l’80 per cento, a Vigevano oscilla invece sul 60 per cento. E in questo modo, ovviamente, si va ad incidere sui costi, anche se quest’anno la Tari è stata calmierata per via del Covid 19.
    Per Giorgio Tognon, nonostante le fototrappole (alcune anche con visibilità notturna) e una persona dell’Asm dedicata esclusivamente a monitorare ogni giorno il territorio, le cose non cambiano: il furbetto del quartierino è sempre in agguato.
    «In futuro – precisa il presidente della municipalizzata – saremo costretti ad eliminare i cassonetti del vetro e quelli del verde. L’alternativa è quella di veder fiorire di tutto, come sta succedendo sistematicamente, intorno ai raccoglitori. Siamo stati costretti a togliere in alcune zone anche i cestini, che si trasformavano in una discarica a forma di piramide».
    Insomma, il senso civico non è il punto forte di una parte significativa di cittadini. Il comandante della Polizia municipale fa sapere che di accertamenti se ne fanno tanti: con una persona delegata e operativa full time su questo fronte, con le fototrappole e anche con agenti in borghese. Non è facile, però, per tanti motivi e in diverse occasioni, pizzicare in flagrante l’inquinatore di turno.
    Una replica “elettorale” a chi dice che la città è sporca? «Assolutamente no – si irrigidisce Ceffa – Un’informazione dovuta ai tanti cittadini che ci chiedono cosa stiamo facendo per questo problema». Nessuna propaganda, per il vice sindaco (che risponde a chi gli fa notare questa scelta di rompere il “silenzio amministrativo” in attesa del voto) e nessuna scelta inopportuna di strumentalizzazione nel corso della campagna elettorale.

    Massimo Sala

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