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venerdì, Maggio 14, 2021
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    Vigevano, focolaio Covid in Chirurgia

    É salito a 10 il numero dei pazienti colpiti da Covid-19 nel reparto di Chirurgia dell’ospedale civile di Vigevano. Una cifra che desta una certa preoccupazione, dato che i posi letto attualmente occupati, su un totale di 40, sono più o meno una quindicina. Tuttavia nella direzione sanitaria dell’ospedale prevale la consapevolezza di stare facendo tutto il possibile per risolvere la situazione. «Abbiamo scoperto il primo caso il 3 aprile – spiega la direttrice sanitaria, la dottoressa Carolina Bona – e siamo intervenuti con tutte le misure del caso. Innanzitutto con un’indagine epidemiologica e con il proseguimento delle cosiddette “buone pratiche”, che sono state sempre applicate, anche da prima». È stato eseguito uno screening del personale e dello stato vaccinale dei dipendenti, per scoprire se qualcuno non si fosse ancora vaccinato, ed eventualmente trasferirlo. «Il primo paziente colpito dal Covid è stato subito isolato e per tutti i ricoverati del reparto sono stati attivati tamponi da eseguire ogni 48 ore. Quindi siamo intervenuti con una corretta sanificazione dei locali: è una cosa che abbiamo sempre fatto da quando c’è l’emergenza coronavirus, ma questa volta abbiamo portato il livello di sanificazione dal medio all’alto rischio». La scorsa settimana i portavoce dell’Azienda socio-sanitaria territoriale di Pavia avevano parlato di tre o quattro casi, ma nel frattempo la situazione si è evidentemente aggravata. «Un po’ ce l’aspettavamo – aggiunge la dottoressa Bona – perché probabilmente alcuni pazienti positivi erano asintomatici. Quando arriva dal pronto soccorso il ricoverato viene messo sotto osservazione e sottoposto a tampone, ma chi arriva dall’area interna può darsi che si positivizzi». Da martedì 13 aprile i ricoveri in Chirurgia sono stati sospesi, e i posti letto dimezzati per permettere di trasformare le camere a due letti in singole. «Abbiamo mantenuto una stanza a disposizione dei pazienti non trasportabili – spiega la dottoressa Bona – e sanificato tutte le camere di degenza».

    Davide Zardo

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