Vigevano frenano i contagi a maggio: +16.2%

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aggiornato il 28-05-20, ore 08.35

A Vigevano dall’inizio di maggio i contagiati sono cresciuti del 18.0% (al 27-05) contro il +57.8% di aprile: l’isolamento sociale ha sortito l’effetto sperato e l’epidemia ha rallentato in maniera decisa.

Nelle settimane di maggio l’incremento è stato compreso tra il 4.2% dal 4 all’11, il 4.5% dal 18 al 25 e il 4.7% dall’11 al 18, facendo passare i vigevanesi colpiti dal Sars-CoV-2 da 445 a 525 (+80), mentre in aprile ci si era mossi tra il +6.0% del periodo 13-20 e il +15.0% dell’intervallo 6-13.

ALLA DISTANZA I numeri insomma attestano la frenata e infatti se il confronto tra l’inizio di aprile e l’inizio di maggio segnava un +64.8%, il paragone tra il 27 dei due mesi indica un +20.2%; si tratta degli effetti del lockdown, in quanto le eventuali ricadute delle riaperture non sono ancora tangibili in termini statistici. Dal 18 maggio è trascorsa una decina di giorni – il passaggio del 4 ha rimesso in moto meno persone – un tempo sufficiente a stento per l’emergere dei sintomi e quindi non abbastanza per stabilire se c’è stato un impatto sul sistema ospedaliero. Il primo weekend, con gli strascichi legati ad assembramenti, rumore e atti vandalici, è stato archiviato da ancora meno, sarà nella prima parte di giugno che si potranno valutare eventuali conseguenze.

CRESCITA SOSPETTA Un primo campanello d’allarme per la città ducale sembrava essere suonato tra mercoledì 13 e mercoledì 20, quando si sono avuti 32 contagiati in più (+6.8%) in sette giorni, di cui 9 tra il 19 e il 20, il 25.7% di tutti i casi resi noti in Provincia di Pavia in quel frangente. Difficile, in assenza di informazioni più dettagliate, stabilire se si trattasse di persone colpite in tutta la città o in corrispondenza di un contesto particolare, quale quello ospedaliero o delle case di riposo cittadine, ma procedendo per ipotesi si possono escludere sia l’Ospedale civile sia l’Istituto clinico Beato Matteo, i cui vertici segnalano una situazione in miglioramento, con la diminuzione dei ricoveri per Covid-19 e le prime riaperture di reparti non legati all’emergenza. Allo stesso modo si può espungere dalla lista il De Rodolfi, dove proprio in corrispondenza del periodo esaminato sono stati fatti 99 tamponi agli ospiti, tutti negativi.

VIG Opera Charitas - rsa "Padre Balduzzi"
Opera Charitas – rsa “Padre Balduzzi”

RSA BALDUZZI Restano in campo l’ipotesi di un focolaio diffuso, poco probabile nella fase finale del lockdown, o quella di positivi presso la struttura socio-assistenziale “Padre Giovanni Balduzzi”. Anche qui, come al De Rodolfi, Ats di Pavia ha analizzato i tamponi fatti ai degenti,
tuttavia la struttura dichiara di non aver ricevuto i risultati: «Da una ventina di giorni fortunatamente è tutto tranquillo e stabile», spiegano dalla direzione dell’Opera Charitas, che gestisce residenze per anziani anche a Garlasco, Mortara, Cassolnovo e Albonese.

I tamponi sono stati fatti a tutti i pazienti, ma non sappiamo ancora i risultati. Però in tutte le nostre case di riposo ci sono diversi positivi, anche ultranovantenni, che stanno benissimo. L’unica a non avere avuto dei casi di Coronavirus è la Dellacà di Mortara».

La casa di riposo ha avuto 48 decessi su 120 ospiti da gennaio ad aprile, il 40% del totale.

Giuseppe Del Signore (ha collaborato Dz)

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