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giovedì, Agosto 6, 2020
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    Vigevano-Magenta, sarà tra le opere del decreto semplificazioni?

    Si riaccende la battaglia politica sul collegamento Vigevano-Magenta. Al momento l’opera non rientrerebbe tra le 130 identificate dal Ministero delle infrastrutture come prioritarie per il rilancio dell’Italia e inserite come allegato al decreto Semplificazioni, presentato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma il cui testo non è noto non essendo ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

    Tuttavia nell’elenco compaiono il premier ha citato quelle per le olimpiadi di Cortina, tra cui la Regione ha inserito anche questa strada.

    RIPASSA DALLA VIA Allo stesso tempo il Movimento 5 Stelle, per bocca dei consiglieri regionali Massimo De Rosa e Simone Verni, rivendica come

    il ministero delle Infrastrutture ha preso una decisione chiara: così com’è il progetto deve essere rivisto

    Secondo fonti non precisate dei pentastellati, il Mit di Paola De Micheli (Pd) avrebbe deciso che l’infrastruttura deve essere riprogettata, un atto che sconfesserebbe le indicazioni dello stesso dicastero del 2015, quando era retto dal collega di partito Graziano Delrio, e che lo farebbe senza che siano intervenute variazioni sostanziali all’opera. L’ultimo atto formale che riguarda la Vigevano-Magenta è

    la sentenza del 31 gennaio scorso, nella quale i giudici amministrativi non si sono pronunciati nel merito – non gli competeva – bensì si sono limitati a rilevare un vizio formale riportando l’iter del progetto alla Valutazione d’impatto ambientale e annullando la delibera Cipe del 2018.

    Vigevano-Magenta il fronte del no riunito ad Albairate
    il fronte del no riunito ad Albairate

    L’ERRORE L’aggiornamento della Via spetta al ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa (M5S) ed è a questo che Anas – Responsabile unico del procedimento – avrebbe dovuto rivolgersi dopo l’approvazione del progetto definitivo, passaggio saltato perché ritenuto non necessario in quanto la variante approvata è di minore impatto rispetto a quella per la quale era stata formulata la precedente Via. Una decisione che non spettava al Rup prendere, come il Tar ha chiarito.

    LA QUERELLE Perciò il cammino della Vigevano-Magenta sarebbe dovuto riprendere dalla Via, se la politica regionale non avesse ripreso a giocare col progetto, mentre quella cittadina è sempre stata favorevole a eccezione dei grillini. La Lega nelle dichiarazioni è favorevole, ma la Regione che difende il progetto – secondo l’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo «serve a migliorare l’accessibilità a Malpensa e a rendere più fluido il traffico della zona, contribuendo a sgravare la congestione in un’area di particolare pregio ambientale» – non ha mai fatto le barricate per difenderlo e dalle fila del Carroccio provengono i vertici del Parco del Ticino, promotore del ricorso al Tar e che ora ha chiesto di rivedere le misure compensative, il M5S è da sempre ostile all’opera ed è diventato capofila del “fronte del no”, il Pd milanese della strada non vuol sentir parlare e nei mesi scorsi ha sollecitato in tal senso il ministro De Micheli.

    Ministero delle infrastrutture
    la sede del Mit

    NO PERCORSO ALTERNATIVO La scelta insomma resta politica ed è la stessa da anni:

    fare la Vigevano-Magenta oppure lasciare la viabilità del sud-ovest milanese e della Lomellina così com’è per i prossimi decenni, dal momento che ci sono voluti 21 anni per arrivare a questo punto.

    Chi propone “terze vie” mantenendo il finanziamento attuale o non conosce l’iter e finge di non sapere che non esiste alcun progetto alternativo al momento, ma solo proposte vaghe, oppure non vuole assumersi la responsabilità politica di affossarla. Resta un mistero l’accanimento su una banale strada, tanto da far dichiarare in passato a un alto dirigente del Cipe che «questa è un’opera più complicata di altre, con una storia lunga» e a uno del Mit che si tratta

    di un progetto molto vivace, per il quale arrivano tante telefonate, soprattutto considerandone le dimensioni relative

    Per quale motivo un Paese dopo due decenni non riesce a realizzare una strada a due corsie, una per senso di marcia? Rispondere a questa domanda sarebbe la vera semplificazione.

    Giuseppe Del Signore

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