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lunedì, Gennaio 30, 2023
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    Vigevano, non decade la giunta Ceffa: dimissioni annullate dal Prefetto

    Dimissioni dei consiglieri annullate e giunta e sindaco di Vigevano rimangono in carica. E’ questa la decisione comunicata dal prefetto di Pavia ad Andrea Ceffa, primo cittadino della città ducale il cui esecutivo era stato messo a rischio dalle dimissioni di 13 consiglieri comunali (9 di minoranza e 4 di maggioranza) presentate nella giornata di mercoledì scorso.

    Una vicenda che fin da subito aveva avuto risvolti confusi: la notte precedente alla protocollazione degli atti, compilati di fronte a un notaio, uno dei dimissionari (Riccardo Capelli, di Fratelli d’Italia) si era tirato indietro, comunicando la sua volontà tramite Pec. Nella travagliata mattina successiva, all’ufficio protocolli del comune di Vigevano, durante il confronto fra dimissionari ed esponenti della maggioranza (entrambi presenti in municipio) il documento originale delle dimissioni di Capelli era poi stato smarrito. Secondo quanto spiegato da Andrea Ceffa durante una conferenza stampa, anche la presenza del documento originale non avrebbe comunque influito sulla caduta o meno della giunta: il prefetto ha infatti comunicato che la chiara volontà di Capelli di ritirare le sue dimissioni è sufficiente per far mancare il numero minimo per la deposizione dell’amministrazione. «Lo smarrimento della lettera rimane un fatto grave – comunica comunque il sindaco – e la dirigente ha fatto opportuna denuncia».

    Al di là delle questioni tecniche, c’è un’evidente questione politica. Ceffa non esita a definire quanto avvenuto una “congiura” e un “tradimento”: «Prima del 30 novembre nessuno dei consiglieri di maggioranza che si è dimesso aveva espresso particolari malumori» dichiara il primo cittadino, riferendosi soprattutto a quanto dichiarato alla stampa da Giulio Onori, unico dei quattro firmatari ad aver fornito spiegazioni pubbliche al suo gesto. Ma è riferendosi sempre a quanto apparso a mezzo stampa (in particolare a un’intervista sul quotidiano La Provincia Pavese) che Ceffa fa le sue dichiarazioni più dure, puntando il dito contro Gianpietro Pacinotti (ex assessore di Forza Italia, oggi nell’area del Terzo Polo) e contro “qualcuno al di fuori del consiglio comunale” il cui obiettivo non era tanto colpire la giunta quanto l’assessore ed ex sindaco Andrea Sala: «Dicono che hanno stima di me, e per questioni personali fanno cadere un’amministrazione legittimamente eletta?»

    Quando deciso dalla Prefettura dunque bloccherebbe non solo le dimissioni di Capelli, ma in teoria anche delle altre 12, sulle quali però a Pavia stanno facendo le loro valutazioni. Se non saranno surrogate, e non saranno confermate a titolo personale dagli stessi interessati, la maggioranza sarebbe composta da 13 consiglieri e la minoranza da 12 (contando anche Onori e Garifullina, espulsi dalla Lega, che come partito si è molto esposto a favore di Ceffa, e la civica Montagnana): una situazione molto complessa da gestire a livello amministrativo. Sul fronte della minoranza, la questione non è considerata ancora chiusa: il capogruppo del Pd Alessio Bertucci ha comunicato che «a seguito dei fatti avvenuti mercoledì mattina all’ufficio protocollo del Comune di Vigevano con la sparizione delle dimissioni del consigliere Capelli, io, Emanuele M. Corsico Piccolini, Silvia Baldina, Gianpietro Pacinotti , Furio Suvilla e Giuseppe Squillaci, in quanto presenti, abbiamo dato formale mandato allo Studio Pisapia di Milano di depositare un esposto presso la Procura della Repubblica di Pavia per accertare i fatti accaduti».

    Alessio Facciolo

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