Oggi la ricorrenza del Beato Teresio Olivelli

La storia di Teresio Olivelli non è soltanto la storia del suo martirio. Non è infatti solo la tetra atmosfera del campo di sterminio di Hersbruck a raccontare chi era questo giovane di Azione Cattolica e come è riuscito a diventare quel testimone di carità eroica che la Chiesa ha riconosciuto come modello, elevandolo all’onore degli altari. Anzi forse proprio quella fede concreta che è diventata dono di fronte al dilagare del male è giunta a maturazione dopo un lungo impasto di umanità, fatto di incontri e di luoghi, capace di renderlo pane spezzato di cui ancora oggi si spande la fragranza.

EDUCAZIONE LOMELLINA Ed è bello pensare che un po’ di quel “buon sapore” (come un tempo richiamava anche il rito del Battesimo) abbia qualcosa anche di lomellino. Sì perché, nonostante anagraficamente le sue origini siano legate a Bellagio così come l’esordio della sua vita spirituale, Teresio ha intrecciato nel suo percorso diversi luoghi di questa terra, assorbendone inevitabilmente le caratteristiche di una fede semplice, ma profondamente segnata da alcune figure particolarmente rilevanti nel panorama della vita cristiana di metà Novecento. Innanzitutto Zeme dove Teresio torna nella casa paterna dei genitori e trascorre gli ultimi anni delle scuole elementari. Qui, oltre al luogo della sua abitazione, è la chiesa parrocchiale di sant’Alessandro a custodire un passaggio importante della sua vita cristiana. Infatti è lì che egli riceve la sua Prima Comunione, dando concretezza a quell’incontro con Gesù, preparato lungamente sotto la guida dello zio, parroco di Tremezzo che ne ha curato la formazione religiosa, accompagnandolo poi anche dopo il suo trasferimento, grazie alle vacanze che Teresio trascorreva presso di lui.

VITA E MORTE Poi Mortara, dove Teresio arriva per gli studi ginnasiali, trasferendosi con i genitori in una casa (ancora oggi visibile), condivisa con la ferramenta dei genitori. È in questa casa che il 3 giugno 1945 il vescovo di Pavia, monsignor Carlo Allorio, insieme al parroco mons. Luigi Dughera, comunica la notizia dell’eroica morte del coraggioso giovane. Proprio il parroco di San Lorenzo infatti ha giocato un ruolo significativo nella formazione cristiana del futuro Beato, soprattutto attraverso l’Azione cattolica che aveva sede nel locale oratorio, divenuto anch’esso, insieme alla basilica, un luogo della memoria del suo itinerario di santità.

LICEALE “RIBELLE” A concludere il percorso lomellino del giovane Olivelli è poi la città di Vigevano con il liceo Benedetto Cairoli, presso il quale Teresio compie gli studi classici fino a conseguire la maturità. È qui che si svolge uno dei primi significativi gesti che fanno intuire la sua vocazione di “ribelle per amore”, quando si presenta all’esame con il distintivo di Azione cattolica sul bavero della giacca, contravvenendo apertamente alle indicazioni del regime.

Un’immagine di Teresio Olivelli giovane nelle sue montagne

CELEBRAZIONE Festa di Teresio Olivelli in Cattedrale a Vigevano. In occasione della memoria liturgica del giovane Beato lomellino, martedì 16 gennaio alle ore 18 sarà celebrata la Santa Messa all’altare delle reliquie, seguita dall’inaugurazione della mostra realizzata dall’Azione Cattolica sulla figura del martire. Collocata nel battistero, l’esposizione, che rimarrà visitabile fino a Pasqua negli orari di apertura della Cattedrale, ripercorre attraverso pannelli didattici la biografia e le tappe della maturazione umana e cristiana del martire lomellino, sottolineando anche le figure che hanno contribuito alla sua crescita nella fede, offrendo quella base solida sulla quale si è innestata la coraggiosa ed estrema testimonianza di carità. Domenica 4 febbraio, anniversario della Beatificazione, sarà invece il vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni, a presiedere alle ore 18 la Santa Messa solenne.

don Carlo Cattaneo

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