È stata depositata in questi giorni la consulenza autoptica firmata dalla professoressa Cattaneo, incaricata dalla Procura nel luglio 2025 di approfondire le cause della morte di Francesco Ancona, trovato senza vita a bordo strada a Mortara l’11 febbraio 1987.
CONFERMA I consulenti hanno confermato l’ipotesi già emersa al momento della riapertura del caso: la morte dell’uomo non sarebbe riconducibile a un suicidio, come inizialmente ipotizzato dagli investigatori dell’epoca, ma a una violenta aggressione da parte di terzi. In particolare, gli accertamenti hanno evidenziato che Ancona fu colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente e tentò invano di difendersi. Sulla mano sinistra è stata infatti riscontrata una lesione compatibile con un tentativo di difesa. Secondo la consulenza, la vittima sarebbe morta dopo un’agonia durata circa un’ora.
Non sono state inoltre rilevate evidenze di una sindrome depressiva di cui l’uomo avrebbe sofferto, un ulteriore elemento che indebolisce l’originaria ipotesi del suicidio.

INDAGINI Le indagini, riaperte nel settembre 2024 in seguito alla trasmissione di atti da parte della Procura di Trapani, avevano già permesso di raccogliere diversi elementi a sostegno dell’ipotesi di omicidio. Tra gli aspetti ancora da approfondire figura il possibile movente, che potrebbe essere legato alla scoperta di una relazione extraconiugale della moglie della vittima. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito il particolare stato di debolezza fisica riscontrato in Ancona negli ultimi giorni di vita, compatibile con un possibile tentativo di avvelenamento. Sul corpo e sugli indumenti dell’uomo è stata poi rilevata la presenza di benzina, circostanza compatibile con un tentativo, non riuscito, di disfarsi del cadavere.
RIAPERTURA Già all’epoca della morte, i figli della vittima avevano espresso immediati sospetti sulla natura violenta del decesso del padre e sulla possibile responsabilità delle due persone oggi indagate. Le indagini dell’epoca si erano tuttavia orientate verso l’ipotesi del suicidio. La riapertura del caso è stata possibile grazie alla trasmissione di elementi acquisiti nell’ambito di un procedimento a carico della moglie della vittima, attualmente indagata anche nel fascicolo relativo alla morte di Ancona, per il tentato omicidio del figlio. Le indagini sono ora prossime alla conclusione.
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