Che cosa guardare sotto l’albero

Sul divano dopo cenoni e pranzi tra parenti, con l’abbiocco che bussa; oppure circondati da torme di cuginetti urlanti, da tener buoni in qualche modo; o ancora per prendersi una pausa dal tran tran quotidiano calandosi in altri mondi e altre avventure: ogni scusa è buona a Natale per godersi un bel film.

I CLASSICI I “grandi classici” sono sempre una sicurezza sotto le feste: film per tutta la famiglia, in grado di emozionare e commuovere grandi e piccini. Si va dalla “golden age” di Hollywood, con “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, capolavoro del 1946 del regista italoamericano (la «favola natalizia per eccellenza» si trova su Prime) fino a pellicole più recenti, come “Miracolo nella 34esima strada” (la versione del 1994 è su Disney+) e una qualunque delle tante rivisitazioni del Canto di Natale di Dickens: per quanto sia un cortometraggio, ha sempre il suo fascino il “Canto di Natale di Topolino”, su Disney+, con Paperon de Paperoni nei panni dell’avaro Scrooge. A Natale poi si vuole anche sorridere: e quindi porte aperte alle commedie per tutta la famiglia, come la saga di “Mamma ho perso l’aereo” (il primo, col baby prodigio Macaulay Culikin, è su Disney+), le surreali disavventure dell’elfo-umano Buddy in “Elf” (Netflix e Prime) e “Il Grinch”, con Jim Carrey, l’anti-favola per eccellenza su un essere verde e peloso che odia le feste divenuto, probabilmente suo malgrado, un’icona stessa del Natale.

MOSTRI E POLTRONE Ci sono classici che non sono realmente classici. Come “Una poltrona per due”, commedia del 1983 con Dan Aykroyd ed Eddie Murphy, che è un film di Natale (anzi, il film di Natale) solo in Italia: merito dell’emittente Italia 1, che mandandolo in onda dal 1997 ogni sera della Vigilia ha trasformato la sua visione in una tradizione per molti, come testimoniano gli ascolti sempre piuttosto buoni (è anche su Now, per vederlo extra Vigilia). Al contrario, ci sono film natalizi che non vengono ricordati per quello: né è un esempio “Gremlins” (Prime), cult degli anni ‘80 che è una commedia nera, un horror e, anche, un film di Natale. Il Natale infatti è il cuore emotivo di tutto il racconto, benché distorto: Gizmo, il tenero mogwai protagonista, è un regalo per la notte del 24 dicembre, ma viene donato senza che ne si rispettino le poche esigenze (non deve venir bagnato, non gli si deve dar da mangiare dopo mezzanotte).

Quando ciò avviene, da lui, una creatura innocente, se ne formano molte altre, malvagie: una metafora, se si vuole, del consumismo, del “tradimento” dello spirito natalizio.

AZIONE C’è aria di feste anche per gli appassionati del cinema d’azione: a parte i film da cestone con Babbo Natale col mitra e altre tamarrate assortite, esistono dei grandi classici del genere che sono, anche, grandi classici del Natale. Se in “Arma letale”, del 1987, con Mel Gibson e Danny Glover, quella natalizia è perlopiù un’atmosfera di contorno (un vezzo dello sceneggiatore Shane Black, i cui film sono quasi sempre ambientati durante le feste: lo si trova su Prime), “Die hard”, localizzato in italiano come “Trappola di cristallo” e su Disney+, del 1988, è invece (quasi) canonicamente un film di Natale. A muovere tutta l’azione è infatti il tentativo di riconciliazione con moglie e figli del protagonista John McLane, interpretato da Bruce Willis: è questo che porta il poliziotto newyorkese ad andare a Los Angeles alla sera della Vigilia, prendendo parte al party nel lussuoso palazzo che, poi, sarà attaccato dai terroristi. E tanti spari e scazzottate dopo, la famiglia alla fine del film si ritroverà nuovamente unita e felice. Non è forse questa la magia del Natale?

Alessio Facciolo

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