La posa da gangster, con le braccia alzate verso il cielo e due pistole, una per mano: blam blam blam, i colpi partono verso l’alto, con il rumore che si mischia a quello dei botti della notte di San Silvestro, con la piazza Ducale di Vigevano a fare da sfondo. Lui, il “pistolero”, è un ragazzino, uno dei tanti ripresi a festeggiare il Capodanno con botti, petardi e quelle che sembrano pistole (probabilmente scacciacani o armi giocattolo prive del tappo rosso) nel “salotto buono” della città ducale. I video, rilanciati a livello nazionale anche da una nota pagina social di “infotainment” del degrado, hanno fatto il giro del web, riaccendendo l’annosa questione riguardo alla sicurezza durante i festeggiamenti del 31 dicembre.
MESSAGGIO DISTORTO Nessun evento ufficiale era previsto in centro per la notte di Capodanno: la piazza, come accade però da qualche anno a questa parte, è stata però scenario di scoppi incontrollati di botti, petardi e fontane. E non solo: nei video circolati online si vedono alcuni gruppi di giovanissimi passarsi di mano quelle che sembrano armi da fuoco, per poi sparare in aria con aria divertita. Le opposizioni hanno lamentato l’assenza di controlli: «L’uso di oggetti che simulano armi da fuoco in un luogo pubblico, affollato e simbolico per la città, trasmette un messaggio chiaro e allarmante: la percezione di un’assenza di controllo, di prevenzione e di sanzioni nei confronti di comportamenti pericolosi e illegali – è il commento del segretario del Pd cittadino Marco Vassori – Questo clima di impunità rischia di legittimare atteggiamenti che mettono a repentaglio la sicurezza collettiva e il rispetto delle regole». Il segretario dem esprime preoccupazione «per un problema di sicurezza che appare sempre più incontrollato e, soprattutto, non adeguatamente intercettato e preso in carico dall’amministrazione che, invece, continua a trovare attenuanti quando la sicurezza rappresentava il primo punto della campagna elettorale di Ceffa». «Episodi come questo veicolano un messaggio distorto e pericoloso, incidendo negativamente sulla cultura e alimentando un immaginario in cui la violenza, la sopraffazione e la mancanza di rispetto delle regole diventa accettabile o addirittura motivo di esibizione – prosegue Vassori – riteniamo pertanto indispensabile un intervento deciso, che ad oggi l’amministrazione e in particolare l’assessore Scardillo non hanno saputo organizzare, che unisca controllo del territorio, applicazione delle sanzioni previste dalla legge e, parallelamente, un serio lavoro preventivo».
LE REAZIONI Punta il dito contro l’assessore alla sicurezza Nicola Scardillo anche Piero Pizzi di Vigevano prima di tutto (gruppo che alle prossime elezioni appoggerà il candidato civico Gabriele Righi): «Scene gravissime che hanno alimentato paura, rabbia e sgomento tra i cittadini, ponendo interrogativi inevitabili sul ruolo e sull’efficacia dell’attuale assessore alla sicurezza – è il commento di Pizzi – Dalle prime ore della sera fino a oltre la mezzanotte, l’intera città è stata teatro di esplosioni incontrollate di petardi, botti e fuochi d’artificio, spesso illegali. In Piazza Ducale, cuore storico della città, la situazione è stata particolarmente grave: un vero e proprio scenario di guerra, con detonazioni continue che hanno generato paura e panico tra i cittadini. Molti bar e ristoranti hanno scelto di rimanere chiusi. Non per mancanza di voglia di lavorare, ma perché la gente aveva paura di uscire di casa». Caustico anche il Polo Laico, rappresentato in consiglio comunale da Luca Bellazzi: «Non possiamo non sottolineare la totalmente inefficace gestione dell’ordine pubblico pur in una città piccola e con pochi punti di raduno come Vigevano. Una figuraccia penosa per chi doveva dare sicurezza e decoro e un danno d’immagine gravissimo per tutta la città, che si affianca al nulla che l’Amministrazione ha saputo organizzare per portare in Piazza la gente normale». Una condanna all’episodio è arrivata anche da Furio Suvilla, dei Liberalconservatori: «Una cosa che non è accettabile e non è normale, e rappresenta lo stato della sicurezza oggi a Vigevano».
Alessio Facciolo
(ha collaborato Ev)



