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Garlasco, conclusa per 1.7 milioni la vendita della farmacia comunale

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farmacia Garlasco

Si chiude un capitolo importante per Garlasco. La storica farmacia comunale è stata ufficialmente venduta. Ad aggiudicarsi la gara è stata la Farma Point srl, azienda con sede a Canegrate, nel milanese, che ha rilevato l’attività per 1 milione e 714 mila euro.

LA VENDITA Un’operazione di peso per il bilancio comunale, che si è concretizzata in due passaggi. Il primo, avvenuto la scorsa primavera, ha visto il versamento di 33.680 euro come deposito cauzionale, indispensabile per partecipare alla procedura di vendita. Il secondo e definitivo passaggio c’è stato il 22 ottobre, con il versamento del saldo di 1 milione 680.320 euro direttamente al Comune. Si conclude così un iter lungo e articolato, iniziato l’11 marzo. Tutto era iniziato con la deliberazione del Consiglio comunale che aveva dato il via libera alla dismissione, seguita dalla determinazione del capo dell’Area sociale e dalla pubblicazione dell’avviso di procedura pubblica per la vendita della titolarità.

Tra le offerte pervenute, quella decisiva è stata presentata il 29 aprile proprio dalla Farma Point srl, che si è così aggiudicata la gestione.

CAMBIAMENTI Cosa cambia ora per i cittadini? Dal punto di vista del servizio, la continuità è garantita. Il bando prevedeva infatti un vincolo preciso per l’acquirente: l’obbligo di acquisire la titolarità di locali idonei all’esercizio farmaceutico all’interno dello stesso perimetro urbano dove la farmacia si trova già oggi, con l’obiettivo di mantenere il presidio in zona centrale. Resta però un punto interrogativo sul futuro della sede storica, perché non è scontato che la farmacia possa continuare a rimanere negli attuali locali di corso Cavour e sarà la nuova proprietà a dover individuare e allestire lo spazio più adatto, sempre nel rispetto delle normative e dell’area indicata dal Comune. Con l’incasso del saldo di ottobre, l’amministrazione può ora archiviare definitivamente la pratica di vendita e mettere a bilancio le risorse ottenute. «Una volta esaminate le carte — commenta l’assessore Francesco Santagostino — decideremo come impiegare questi fondi. Abbiamo già alcune idee ma aspettiamo la documentazione ufficiale». Con un parere del 2025 la Corte dei conti aveva chiarito che i proventi derivanti dall’alienazione della farmacia potrebbero essere utilizzati per l’estinzione anticipata dei mutui con la Cassa depositi e prestiti. La minoranza però non è d’accordo, e lo ribadisce con forza. «Sarebbe una leggerezza — commenta Mario Spialtini di “Garlasco civica” — perché gli interessi sono già stati pagati. La farmacia non andava venduta, soprattutto ora che è pronta la Casa di comunità, che rappresenta un altro importante presidio sanitario. Quando non si sa come far quadrare il bilancio, si vende come nel caso della farmacia: non c’è la voglia di approfondire le cose, e il “taglia e cuci” si traduce anche sulla cittadinanza».

Davide Zardo

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