Un vertice interlocutorio che non scioglie i nodi e rinvia ogni decisione finale. L’atteso incontro di fine ottobre in Regione Lombardia sul futuro della Chirurgia vascolare dell’Ospedale civile di Vigevano si è concluso con un nulla di fatto: la partita resta aperta, ma il reparto rimane sospeso in una situazione di stallo.
REPARTO A RISCHIO Al centro del contendere c’è il rischio che, dal 1° gennaio, la struttura debba fermare le operazioni programmate sull’aorta addominale per il mancato raggiungimento del tetto minimo di interventi fissato dal Ministero. Un provvedimento che la Regione giustifica con la necessità di garantire la sicurezza delle cure basandosi sui volumi di attività, ma che sul territorio solleva forti perplessità.
TREND POSITIVO dati più recenti mostrano infatti un trend in netta ripresa: nel 2025 gli interventi sull’aorta sono saliti arrivando a sfiorare la soglia richiesta, a conferma dell’attrattività di un presidio storico con oltre 25 anni di attività. Da qui la pressione per ottenere una deroga temporanea o un periodo di monitoraggio, evitando di costringere i pazienti della Lomellina a lunghi spostamenti verso gli ospedali di Pavia o Rozzano.
Un tema critico soprattutto per le patologie “tempo-dipendenti”, dove la tempestività del trasporto gioca un ruolo cruciale.
LA REGIONE RASSICURA La Direzione Welfare di Regione Lombardia ha rassicurato sul fatto che le urgenze continueranno a essere gestite tramite la rete Areu e ha lasciato la porta aperta a possibili collaborazioni di rete. La palla passa ora alla Commissione tecnica regionale, che dovrà esaminare la relazione dell’Asst di Pavia e ri valutare la posizione del presidio vigevanese. Per ora, tra le corsie e in città, si continua ad attendere.
ANSIA IN REPARTO Tra le corsie si respira una cauta attesa. Lo stesso dottor Giovanni Ambrosino, direttore di Struttura semplice dipartimentale di Chirurgia generale a indirizzo vascolare, aveva definito il periodo precedente come una «situazione in stallo» guardando proprio all’appuntamento di fine ottobre come possibile svolta. Ma a quanto pare, per il momento, la svolta non c’è stata.
Massimo Sala



