I fondi del Pnrr hanno fatto riemergere il dibattito sulla nuova sede del liceo Cairoli, anche se non rientra nei criteri previsti da quelli lanciati finora. Un’opzione, quella di costruire un nuovo istituto scolastico, che non accende l’entusiasmo del dirigente scolastico Alberto Panzarasa: «Non conosco i parametri che regolano la concessione di finanziamenti legati al Pnrr per la costruzione di nuove scuole, in quanto non è materia di mia competenza. Voglio sottolineare alcuni aspetti. Vigevano è una città storica ed è rappresentata da alcuni luoghi che hanno una forte identità. Uno di questi è palazzo Saporiti e la sua storia è intrinsecamente legata a quella della città da 150 anni. È uno tra i pochi licei ultracentenari italiani rimasti nella sede originaria. Chi non lo vive quotidianamente non può capire il fascino che ha. Come tutti i palazzi storici richiede una manutenzione importante e programmata. Questo argomento non è stato affrontato con l’amministrazione provinciale e comunale negli ultimi tre anni».

AL PASSO COI TEMPI Ma la struttura attuale è adeguata alle esigenze di istruzione e formazione dell’epoca attuale oppure risente del passaggio degli anni? «Sì, con una adeguata manutenzione. In questi ultimi cinque anni abbiamo investito molto in termini di attrezzature e strutture e il palazzo è molto cambiato, almeno all’interno. Abbiamo inaugurato due laboratori con relative attrezzature. La Provincia ha rinnovato l’impianto antincendio, fatto interventi sull’impianto di riscaldamento e sistemato molti servizi igienici». Senza contare che la sede odierna secondo il dirigente consente un’offerta didattica di livello. «Se intendiamo le criticità legate alla didattica non le vedo tra un palazzo storico e uno nuovo. Voglio ricordare i risultati dei nostri allievi, abbiamo avuto risultati straordinari in competizioni a livello nazionale: olimpiadi di italiano, olimpiadi di matematica, certamen di latino e premio Campiello. Forse è più complicato strutturare la rete, ma il nostro palazzo è coperto al cento per cento dalla rete WiFi. Le aule sono dotate di tecnologia, abbiamo 5 laboratori, un laboratorio mobile, una moderna biblioteca».
NON SU DUE PIEDI Secondo Panzarasa «prima di dare un colpo di spugna e trasferire il liceo in una nuova sede occorre una profonda riflessione. Ad esempio chiedersi quali sarebbero i vantaggi di una nuova sede. Un problema che ci potrebbe essere nei prossimi anni è che, visto l’aumento nel numero di iscritti degli ultimi quattro anni scolastici, l’attuale capienza del palazzo non basterà. Quindi occorre una pianificazione di interventi all’edificio». Anche perché la comunità scolastica e la cittadinanza sono legati a palazzo Saporiti. «Finora – precisa Panzarasa – ho espresso il mio parere. Penso che a loro piaccia molto far parte di questa storia che dura da 150 anni».
Isabella Giardini

