Caro bollette / I comuni temono lo stop agli impianti o gli aumenti dei servizi

Il caro bollette morde anche i Comuni. Non solo aziende e famiglie, i municipi hanno avuto forti rincari

che rischiano di compromettere l’erogazione di servizi, farne aumentare il costo o costringere a chiudere impianti pubblici, al punto che il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa spiega che già quest’inverno «avremmo dovuto chiudere il palazzetto».

La scorsa settimana 3mila amministrazioni in tutta Italia hanno segnalato la difficoltà reale spegnendo simbolicamente i monumenti, anche Vigevano ha aderito interrompendo l’illuminazione della torre del Bramante. Del resto per una città di queste dimensioni si può stimare una spesa in energia superiore ai 2 milioni di euro – per una come Mortara intorno al mezzo milione – cifre che potrebbero crescere di un quarto e più con i rincari e che sono solo una faccia della sfida che si dovrà fronteggiare, perché con l’arrivo delle bollette del primo trimestre ci si aspetta un aumento del numero di famiglie che chiederanno il sostegno dei servizi sociali.

Sui conti del Comune – dichiara il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa – l’aumento dei prezzi incide in maniera devastante, perché abbiamo un patrimonio pubblico importante e sosteniamo da sempre le spese per le utenze degli impianti sportivi a non rilevanza economica, oltre che per diverse associazioni

Vigevano sindaco Ceffa
il sindaco Ceffa

LA CITTA’ DUCALE Alla luce di questo secondo il primo cittadino «senza interventi del Governo anche per il municipio sarà drammatico. Dovremo ricorrere di nuovo a un sostegno importante di Asm, ma non può essere una soluzione strutturale». L’alternativa tuttavia è peggiore perché «se noi quest’anno avessimo ragionato sulla pura quadratura del bilancio avremmo dovuto chiudere il palazzetto o arrivare a scelte dall’impatto simile, tra cui l’aumento delle tariffe per i servizi». Eventualità che non si possono considerare scongiurate perché «rispetto alle previsioni di bilancio abbiamo già delle stime di aumento del costo energetico e dovremo fare ulteriori variazioni». Secondo il primo cittadino «nell’immediato c’è bisogno di fondi», in seguito occorrerà «ripensare in maniera seria al fabbisogno energetico del nostro paese, le rinnovabili non possono reggerne tutto il peso, sono da affiancare ad altre forme tradizionali» ovvero «al gas, con le trivellazioni», ma anche «a un tema delicato, come quello del nucleare di nuova generazione».

Il sindaco Facchinotti e gli assessori Granelli e Baletti
il sindaco Facchinotti

IL CAPOLUOGO LOMELLINO Anche a Mortara le difficoltà sono le medesime. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale è stata votata all’unanimità una mozione a riguardo. «Chiediamo al Governo di individuare delle soluzioni e delle risorse per aiutare famiglie e imprenditori – spiega il primo cittadino Marco Facchinotti – noi a Mortara ci impegniamo ad aiutare le famiglie che vertono in gravi situazioni economiche. La scorsa settimana abbiamo messo a disposizione dei cittadini dei buoni spesa, che si possono ottenere se si dimostra di riscontrare delle problematiche a livello economico». Facchinotti ha anche reso noto che l’amministrazione valuterà di spegnere gli impianti in alcune strutture. «Ci adopereremo per spegnere le luci esterne del nostro auditorium – afferma – così come quelle della piazza del Teatro. Non sarà questa la soluzione, ma da parte nostra vogliamo dare un piccolo segnale. I grandi produttori delle materie prime devono essere tassati, perchè stanno mandando in rovina le nostre imprese».

Gambolò sindaco Costantino
il sindaco Costantino

A GAMBOLO’ Chi si aspetta a sorpresa di risparmiare è Antonio Costantino, sindaco di Gambolò. «Secondo le proiezioni dovremmo risparmiare circa 200mila euro». Dall’anno scorso il comune è passato all’illuminazione a led, che garantisce un risparmio su tutta la rete. L’intenzione era quella di finanziare con i risparmi la sistemazione del castello Litta, anche se stante la crisi l’illuminazione a basso consumo sembra essere un’ottima soluzione per far fronte ai rincari. «Al momento – continua Costantino – non abbiamo ancora toccato con mano la reale entità dei risparmi. Ma entro fine anno dovremmo riuscire a ricevere uno sgravio su quelli che sono i consumi degli uffici comunali e di tutta la rete pubblica, che ora è di proprietà del Comune e che da poco è stata rinnovata».

Gds (hanno collaborato Ab, Ev)

Le ultime

La “stanza segreta” del liceo Cairoli

La “stanza segreta” di Palazzo Saporiti riapre i battenti...

La santità di ogni giorno

La santità non è un privilegio riservato a pochi,...

Garlasco, il giallo di Giovanni Ferri: il suo nome nei diari di Sempio

Il suo nome indicato in una pagina di un...

Vigevano, si allarga la consulta per la Coesione sociale     

Uno spazio di confronto concreto fra l’amministrazione e le...

Login

araldo
araldo
L'Araldo Lomellino da 120 anni racconta la Diocesi di Vigevano e la Lomellina, attraversando la storia di questo territorio al fianco delle persone che lo vivono.