Un Sinodo… diverso

Nel nostro comune pensare un Sinodo è una riunione di addetti ai lavori in cui si discute su temi di Chiesa e si prendono decisioni da calare nelle varie realtà ecclesiali. “Sinodo” è una parola antica legata alla Tradizione della Chiesa; indica il cammino fatto insieme dal Popolo di Dio. Proprio “IL CAMMINO FATTO INSIEME DAL POPOLO DI DIO” rappresenta il nocciolo vitale di questo Sinodo indetto da Papa Francesco. Non solo addetti ai lavori, ma tutto il popolo di Dio è chiamato a partecipare e, insieme, fare sinodalità. Tutti siamo interpellati; abbiamo la possibilità di esprimere il nostro pensiero, le nostre idee, le nostre critiche, le nostre proposte per rinnovare la Chiesa, quella Chiesa che in quest’epoca (più che in altre) sta vivendo momenti di difficoltà causate sia da tensioni e contraddizioni presenti nella Chiesa stessa, sia da cambiamenti nella società globale, sia da avvenimenti inaspettati quali la pandemia che stiamo vivendo. La Chiesa tutta è chiamata a fare i conti con il peso di una cultura impregnata di clericalismo (definito dal Papa come la “perversione della Chiesa”) che eredita dalla sua storia, e di forme di esercizio dell’autorità su cui si innestano i diversi tipi di abuso; è impensabile una conversione dell’agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del Popolo di Dio. A dispetto delle nostre infedeltà, lo Spirito continua ad agire nella storia e a mostrare la sua potenza vivificante. All’interno di questo contesto, la sinodalità rappresenta la strada maestra per la Chiesa, chiamata a rinnovarsi sotto l’azione dello Spirito Santo e grazie all’ascolto della Parola. La capacità di immaginare un futuro diverso per la Chiesa e per le sue istituzioni all’altezza della missione ricevuta dipende in larga parte dalla scelta di avviare processi di ascolto, dialogo e discernimento comunitario, a cui tutti possono e dovrebbero partecipare e contribuire. Papa Francesco, nel discorso rivolto il 18 settembre del 2021 ai fedeli della diocesi di Roma si è soffermato sul processo sinodale intorno al tema: “Per un Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”. E ha sottolineato che la sinodalità esprime “la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione”. Questo Sinodo che si è aperto il 10 ottobre del 2021 tratta il tema stesso della sinodalità e si presenta, nel suo svolgimento, con modalità e fasi inedite. Non si tiene solo in Vaticano, ma in ciascuna Chiesa particolare dei cinque continenti. È la prima volta, nella storia di questa istituzione, che un Sinodo si svolge in modalità decentrata. Il processo sinodale segue un itinerario triennale articolato in tre fasi scandito dall’ascolto, dal discernimento e dalla consultazione. La prima tappa (ottobre 2021 – marzo 2022) è quella che riguarda le singole Chiese diocesane; anche la nostra diocesi sta lavorando per questo. È stato costituito un team di lavoro a livello diocesano che ha poi individuato dei collaboratori in ogni vicariato. Il vicariato di Mortara si è messo subito all’opera… e qui il primo segno dello Spirito che ci accompagna: un gruppetto di persone che nemmeno si conoscevano ha cominciato a collaborare con una unità di intenti inimmaginabile! Sono stati contattati i parroci ed è stata chiesta la loro collaborazione per invitare (in questa prima fase) i cosiddetti “vicini” alla Chiesa. La maggior parte delle Parrocchie ha accettato questo nuovo cammino; purtroppo, qualcuna ha detto no, ma chissà, forse si ricrederanno e accetteranno di sperimentare la sinodalità. Già una ventina gli incontri svolti o di imminente svolgimento; un’esperienza del tutto particolare: ad un primo momento di smarrimento di fronte a questa novità e ad una sensazione di incapacità a contribuire, subentra un entusiasmo e una collaborazione non da poco! Se è vero che il numero dei partecipanti non è grandissimo, è altrettanto vero che chi ha detto sì si sente coinvolto e desideroso di camminare insieme. Condividere esperienze e punti di vista arricchisce e lo si è scoperto proprio nei gruppi di sinodalità. I nuclei tematici su cui i partecipanti si sono trovati a riflettere hanno fatto emergere la voglia di confrontarsi e mettere in comune esperienze e punti di vista personali. Dalle riflessioni dei vari gruppi sono scaturiti punti di criticità (per esempio poco dialogo e poco confronto all’interno dei gruppi e tra i vari gruppi, poca capacità di accoglienza, carenza di capacità di ascolto specialmente nei confronti dei giovani e dei poveri), ma anche proposte di cambiamento (allacciare amicizie con i “lontani” e pian piano entrare in confidenza e approfondire il tema della fede, essere credibili, portare alla gente lo scopo per cui fai per gli altri, dare alla gente un obiettivo, con convinzione e soprattutto essere coerenti, cioè fare quello che si dice e non usare le parole senza portare fatti concreti). Nei prossimi giorni si organizzeranno gli incontri con i “lontani” … che lo Spirito Santo ci accompagni! A Cilavegna si è pensato di agire così: sono stati riuniti i partecipanti ai gruppi e si è fatta sinodalità sul problema. Ognuno ha espresso idee e perplessità e si è giunti ad una condivisione di intenti: ciascuno di loro si assume l’incarico di creare un gruppo di “amici” con cui riflettere sulle domande sinodali. Verranno, inoltre, invitate ad una riunione (che si terrà l’11 marzo) tutte le associazioni del Paese, in primis l’Amministrazione Comunale, e tutte le persone che lo desidereranno (verranno utilizzati anche i social per pubblicizzare l’incontro), si illustrerà questo “nuovo Sinodo” e lì si ripartirà con i gruppi sinodali. Come afferma il documento preparatorio al Sinodo: “…Ricordiamo che lo scopo del Sinodo, e quindi di questa consultazione, non è produrre documenti, ma «far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani…»”

Gabriella Panzera
Coordinatrice vicariato di Mortara

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