Dopo la risacca un’altra onda. Continua con questi alti e bassi l’epidemia di coronavirus a livello locale, regionale e nazionale,
dopo una settimana di discesa, l’ultima è stata di risalita per il numero dei positivi, dei ricoveri e dei contagi (dati al 25-04).
In provincia di Pavia si è avuto un +2.5% di soggetti colpiti, al di sopra della media lombarda (+1.9%) e con valori che si ritrovano simili anche nei principali centri: a Vigevano +2.7%, a Mortara +2.5%, a Garlasco +2.4%, a Gambolò +3.4%, a Pavia +2.9%, a Voghera +2.6%, tutti in rialzo rispetto ai sette giorni precedenti.
IL CONTESTO E’ il segnale di un cambio di rotta che in Lombardia ha frenato, ma non annullato, la diminuzione dei casi attivi (-1.7% rispetto al -3.2% della scorsa settimana), mentre in Italia si è già tornati in “attivo” (+2.1%), per un totale di circa 1.24 milioni di italiani attualmente infettati dal Sars-CoV-2. Quanto alle ospedalizzazioni, nel quadro regionale si contano 42 pazienti in terapia intensiva (+16.7%) e 1171 nei reparti covid (+4.9%), nel quadro nazionale si arriva rispettivamente a 416 (+1.2%) e 10050 (+1.1%), per una copertura che in area critica è pari al 2% e al 4% e in area non critica all’11% e al 15%. Il rapporto tra casi trovati e test effettuati si mantiene alto, 13.7% il valore lombardo e 16.9% quello italiano; da oltre 4 mesi è ampiamente al di sopra della soglia del 3% considerata il tetto massimo per un tracciamento efficace, a cui l’Italia ha comunque rinunciato da tempo. «L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi – certifica nell’ultimo monitoraggio l’Istituto superiore di sanità – come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento».
MORTALITA’ Se gli altri indicatori sono altalenanti, il tasso dei decessi è stabile. In area pavese sono state 13 le vittime negli ultimi sette giorni (+0.4%), portando a 3019 il totale di quelle con diagnosi accertata di Covid-19, a livello lombardo il passo è il medesimo, a livello italiano si resta a +0.6% come da due mesi a questa parte, per un totale di 163mila morti al netto di chi, durante la prima ondata, non ha fatto neppure in tempo a ricevere un tampone.
Giuseppe Del Signore

