Vigevano, Pavia Acque presenta ai sindaci lomellini le nuove bollette

Pavia Acque riunisce i sindaci della Lomellina per presentare gli aumenti in bolletta. Mercoledì scorso a Vigevano l’azienda pavese e l’Ato – Ambito territoriale ottimale – hanno illustrato le novità in arrivo per le tariffe dei cittadini. In media l’aumento sarà dell’8%, anche se ci sono delle distanze tra gli importi dichiarati da Pavia Acque e il costo effettivo che si ricava applicando gli aumenti presentati all’utenza. Secondo i dati raccolti dal Gestore, il costo del servizio idrico integrato passerà mediamente dagli attuali 1.93 euro a metro cubo a 2.08, con un aumento di 0.15 centesimi al metro cubo, per poi aumentare di nuovo nel 2023 fino a raggiungere 2.25 euro al metro cubo, per un totale di 0.32 centesimi al metro cubo in più.

PRECISAZIONI Tuttavia, come ha scritto L’Araldo la scorsa settimana, se si considera che secondo l’Istat in provincia di Pavia si consumano in media 330 litri pro capite al giorno, questo vuol dire che il consumo medio in un anno è di circa 120 metri cubi. Con gli aumenti una persona sola passerà dai 232 euro circa che avrebbe pagato nel 2022 senza aumenti a 241 circa (9 in più) con l’ultimo semestre maggiorato e soprattutto a 270 nel 2023: +38 euro, che nel bilancio di una persona sola alle prese con inflazione, rincari delle altre bollette e salari al palo si faranno sentire. Se si considera una famiglia di quattro persone si passa da 926 euro a 962 (+36) a 1080 ovvero 154 di differenza. Viceversa Pavia Acque ha stimato un consumo medio pro capite di 60 metri cubi l’anno a persona, inoltre la cifra di cui si parla è al netto delle componenti fisse, le componenti fisse, come le
spese per fognatura, depurazione, oneri di perequazione, quota fissa, e l’Iva al 10%.

LA RISPSTA DI PAVIA ACQUE «I dati – replica Elia Belli, addetto stampa di Pavia Acque – sono ricavati tenendo conto di come si compone la tariffa dell’acqua. Ci sono tre voci: acquedotto, depurazione e fognatura, che si aggiungono ad una componente fissa. I conti che facciamo sono corretti, perché li ricaviamo direttamente dalla stessa bolletta. Si tratta di conti che vengono bilanciati e controbilanciati». Nondimeno, non è solo Istat a indicare una stima diversa dei consumi: «In progettazione – spiega un ingegnere che si occupa di impianti idraulici – si considerano circa 200 litri di acqua consumata al giorno per ogni persona». Il che equivale comunque a 73 metri cubi all’anno. A prescindere dall’ammontare effettivo dei rincari, si tratterà comunque di un ulteriore disagio che andrà a colpire soprattutto le famiglie che sono più in difficoltà, come ha evidenziato anche il rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale pubblicato questa settimana. «L’aumento delle tariffe è una scelta inevitabile – ha reso noto il direttore generale di Pavia Acque, Stefano Bina – per fare le previsioni circa le variazioni del piano tariffario, teniamo conto dell’andamento della borsa italiana. Il nostro obiettivo non è quello di risparmiare energia, ma di garantire un servizio e tutelare l’ambiente. Questi gli intenti che dobbiamo perseguire, costi quel che costi».

LE REAZIONI I sindaci, verso la metà di novembre, dovranno approvare la tariffa per il biennio 2022-2023. I pareri circa gli aumenti delle utenze sono contrastanti. «Gli aumenti sono strumenti irrisori – ha dichiarato Ettore Gerosa, primo cittadino di Mortara – necessari per non ridurre i servizi già presenti. A Mortara sono previsti interventi riguardanti il collegamento del sistema fognario Mortara-Cattanea e un progetto sull’energia geotermica». «C’è preoccupazione in merito agli aumenti – ha evidenziato Luigi Parolo, primo cittadino di Cassolnovo e presidente di Ato – la gente teme che i costi nei prossimi mesi possano innalzarsi ulteriormente. Un aiuto per le famiglie che si ritrovano in difficoltà verrà dato dal bonus idrico, una deduzione una tantum di 95 euro dall’importo della bolletta dell’acqua istituita dalla Provincia di Pavia nel 2018».

Edoardo Varese

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