Vigevano, la Bramante vittima dei raid

Con l’episodio accaduto lunedì di questa settimana, sale a cinque il numero delle volte che in poco più di un mese la scuola media “Donato Bramante” viene presa di mira dai malviventi.

VANDALISMI L’ultimo episodio è, appunto quello successo lunedì 26 giugno, «i malavitosi non hanno spaccato nulla – dice il dirigente della scuola di via Valletta Fogliano, Massimo Camola – ma questo è accaduto perché sono entrati dalle finestre spaccate dei bagni presi di mira nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Lunedì i malviventi hanno rotto l’estintore e rovesciato sui pavimenti la polvere antincendio, sporcando dappertutto: ho immediatamente chiamato i carabinieri che hanno redatto un verbale e ho avvisato dell’accaduto gli uffici comunali».

Cinque volte in un mese è davvero tanto. Non solo hanno anche spaccato un vero dell’ingresso delle scuole Vidari, uno di quelli delle porticine. 

L’EPISODIO Prima di questo episodio, nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana il ‘colpo’ precedente «ci siamo trovati due vetri spaccati, lavandini tappati, cosa che ha permesso all’acqua di strabordare e arrivare fino alla sala professori, anche il vetro nella sala antincendio è stato spaccato – continua Camola – naturalmente abbiamo immediatamente denunciato l’accaduto alla locale caserma dei Carabinieri e avvisato il comune che ha mandato il personale a cambiare il vetro spaccato. L’episodio è accaduto nella notte: l’acqua è arrivata ovunque, chi ha commesso tutto questo non è una persona che agisce da sola, si tratta di un gruppo: oltre a quello che è successo giovedì e venerdì della settimana scorsa,

«abbiamo avuto altri episodi infelici a distanza di una settimana, circa, l’uno dall’atro – continua il dirigente – occorre sottolineare che l’intento dei malviventi è quello di spaccare, oltretutto sono state anche lasciate delle frasi ingiuriose sui muri e sui vetri nei confronti di alcuni alunni e della classe, detto questo, non è piacevole trovarsi di fronte scenari che lascio solo immaginare quando si entra a scuola, uno dei luoghi deputati all’educazione, al rigore, al senso civico, tanto è questo è quello che è accaduto. Io e il personale che lavora con me ci siamo mossi facendo le operazioni che vanno eseguite in questi casi. Ovviamente tutti quanti speriamo che non accada più ma, visti la cadenza dei precedenti, dobbiamo forse limitarci a sperarlo e che ci sia un intervento da parte delle autorità competenti per tenere sotto controllo la situazione».

Isabella Giardini

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